martedì 24 febbraio 2015

"Piano strategico per il turismo - programma di eventi promozionali" - PAC III

La Direzione Generale 1 "Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo" - UOD 10 "Sviluppo e Promozione turismo", con Decreto Dirigenziale n. 5 del 19/02/2015, ha approvato l'Avviso Pubblico per la selezione di iniziative turistiche (mostre, spettacoli, eventi sportivi, festival, ecc….) di risonanza nazionale e internazionale da realizzarsi sul territorio regionale nel periodo "01 Maggio 2015 – 31 Gennaio 2016", a valere sulle risorse del PAC – "Piano strategico per il turismo - Programma di eventi promozionali".

La programmazione degli eventi ha, quale tematica, gli "Itinerari" della Campania, mirando, ai fini dello sviluppo di un turismo di qualità, ad una moderna attività di promozione e valorizzazione dei beni culturali
che guardi non solo alle eccellenze storiche, architettoniche e archeologiche già ampiamente inserite nei grandi circuiti turistico-culturali, ma anche alle risorse così dette "minori" diffuse sul territorio regionale, comprese le eccellenze enogastronomiche che costituiscono una risorsa, sebbene molto apprezzata, ancora non sufficientemente conosciuta dalla platea dei potenziali destinatari.

Destinatari dell'avviso
La partecipazione alla procedura selettiva è riservata unicamente ai Comuni della Regione Campania.
Ciascun Comune, singolarmente e/o in forma associativa quale Ente-Capofila di apposito Partenariato.

Termini di presentazione delle istanze
La documentazione relativa alla proposta progettuale dovrà pervenire, ad esclusivo rischio del Comune mittente, agli uffici della "Regione Campania - Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo - Centro Direzionale - Isola C5 - V piano - 80143 Napoli", in busta chiusa, recante la dicitura esterna "PAC – Programma di Eventi Promozionali - Avviso pubblico di selezione ex D.G.R.C. n. 45/2015 – "ITINERARI"", entro e non oltre il seguente termine: ore 13.00 del 23 marzo 2015.

Responsabile del procedimanto
Il responsabile del procedimento è il Dott. Guglielmo Febbraro (recapiti: tel. 081 / 796 8986,
081 / 796 8768; fax 081 / 796 8528; mail: guglielmo.febbraro@regione.campania.it), funzionario presso la Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo, sita al Centro Direzionale - Isola C5 V piano – 80143 Napoli

Visualizza la documentazione

lunedì 23 febbraio 2015

Contenuti e social marketing, la credibilità di una persone è online! - http://simone-serni.blogspot.it

I contenuti sono l'anima del tuo prodotto. Creali. Comprendili. Raccontali.

Sempre più marketers in tutto il mondo stanno dando credito alla nuova verità, "il contenuto è il Re del marketing moderno", e la motivazione va ricercata principalmente nel cambiamento apportato dai Social. Il web e con esso le diramazioni social/mobile/app hanno portato ad una vera e propria metamorfosi nel marketing, sconvolgendo teorie e tecniche che erano alla base del marketing classico. Grazie al web, oggi, le informazioni viaggiano a ritmi incalzanti, milioni di tweet, post e citazioni ogni ora. Non esiste marca o prodotto che non venga citato con hashtag-immagini-tweet. Lo fanno i consumatori, ma soprattutto lo fanno le aziende stesse (e questo ultimo punto è una novità per il mercato italiano).

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"Il Content Marketing è l'unica cosa che è rimasta del Marketing." Seth Godin.
Sempre più, oggi, per ottenere successo in qualsiasi tipo di attività professionale è importante svolgere operazioni di promozione sia web che social. "Oggi, se non esisti sul web e sui social... NON esisti per gran parte dei consumatori, soprattutto per i cosiddetti nativi-web". Le classiche attività marketing, utilizzate da anni, per ottenere l'attenzione del cliente non funzionano più come una volta:

- Pubblicità (raramente ottiene risposta sufficiente per giustificare gli alti costi)
- Telemarketing (viene percepito intrusivo dal cliente, a volte ha effetti negativi)
- Stampa specializzata (copertura ridotta, costi medio-alti)
- Sito web (fondamentale, ma necessita di investimenti per la manutenzione)

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Sei esperto in quello che fai? Pensi che ci siano clienti che sarebbe veramente interessati al tuo lavoro/prodotto? Come pensi di ottenere la loro attenzione? Con della pubblicità... dove? A quanto? Per quanto tempo? Ok, rifletti bene, se la tua azienda non ha capitali cospicui da investire in pubblicità, forse ti meriterebbe iniziare a dare più credito a questi nuovi attori del marketing: real-time marketing,content marketing, storytelling,article marketing (testi, immagini e approfondimenti interessanti da gestire in modalità multi-channel, sul blog, sul sito web, sulle pagine o profili dei vari Social (LinkedIn, GooglePlus, Pinterest, Twitter, Instagram, Facebook).

Il comportamento d'acquisto è cambiato. Te ne sei accorto? Viviamo in un mondo web-driven (guidato dal web, dove il cliente ricerca informazioni su un prodotto prima di acquistarlo e fa comparazioni di prezzo e di altri tipi).

Negli ultimi dieci anni il web ha modificato completamente il comportamento d'acquisto. In passato, se un potenziale cliente voleva informazioni su alcuni prodotti avrebbe chiamato telefonicamente oppure cercato un negozio o un rivenditore di zona. Oggi, la sua prima azione è, senza dubbio: cercare informazioni sul web. Cercherà su Google, e troverà decine di risultati... (tra cui articoli e post presenti anche sui social), inoltre il consumatore moderno è diventato più scaltro e sa riconoscere ed evitare i semplici richiami pubblicitari. Quindi, l'unica cosa che devi subito iniziare a fare è: alimentare i tuoi canali con articoli, testi, immagini e considerazioni di approfondimento, che facciano risultare più interessanti sia per Google che per i consumatori le tue pagine web.

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Il marketing oggi è efficace SOLO CON CONTENUTI DI QUALITA', tutta la strategia si sta spostando sulla creazione di contenuti (di alta qualità perché sono i più premiati da Google - attività SEO - grazie anche alla ricondivisione sui social. I contenuti di qualità non sono semplici frasi. Sono articoli (article marketing + blog). Sono storie (storytelling). Sono serie di immagini (Instagram/Pinterest). Serie di video (YouTube, Vimeo). Brevi messaggi con link (Twitter/LinkedIn).

Mostra ai tuoi clienti che il tuo prodotto... non solo è migliore di altri, ma ha anche un'anima e un suo stile unico e inimitabile. E' brutto dirlo, ma: oggi, se hai una storia da raccontare sei vincente, se non ce l'hai rimani uno dei tanti. La soluzione quindi, passa dal saper raccontare e far capire ai tuoi consumatori chi sei, perché lo sei, come lo sei, come è nato il tuo prodotto, da cosa, la sua storia, come hai scelto le sue caratteristiche, chi c'è dietro, il team di lavoro, qual è il suo stile. Il consumatore vuole acquistare un prodotto"particolare/con un'anima/unico" anche se fatto in serie nelle provincie sperdute del Vietnam. 

Lungo tutta la storia del mondo, le aziende vincenti sono state quelle che HANNO SAPUTO DARE AI CLIENTI QUELLO CHE IN QUEL PRECISO MOMENTO STORICO ESSI DESIDERAVANO. Oggi serve "contenuto" e "anima". I prodotti devono in un certo qual senso... essere "umanizzati".

LE NUOVE OPPORTUNITA'Creare informazioni di approfondimento per i tuoi clienti è un'operazione "win-win", vincono tutti. Vince l'azienda perché migliora il suo SEO e vince il consumatore trovando approfondimenti reali sui prodotti che sta cercando. Un successo sicuro.

I contenuti di valore ti aiuteranno a vendere. I lettori web leggeranno i tuoi post, inizieranno a conoscere i tuoi prodotti anche se non ne avevano mai sentito parlare. Può darsi che arrivino ad un tuo articolo solo perché attratti da un'immagine o perché un loro amico ha fatto "Like", un "+1"oppure ha "pinnato" una tua immagine di Pinterest.

UN APPROCCIO DIVERSO, PIU' ATTENTO AL CLIENTELe vecchie tecniche del marketing imponevano un elemento comune e trasversale: la vendita esplicita. Grazie al Content Marketing e al Social Media Marketing questo approccio è stato stravolto e messo in secondo piano. Oggi, viene data priorità alla Customer Experience, offrendo al consumatore maggiori informazioni, un ambiente gradevole (spesso neutro) dove si sente tranquillo, promozioni fidelity, gradi di approfondimento diversificati: una semplice immagine, un tweet, un articolo, una pagina sul sito, acquisto diretto via e-commerce/mobile-commerce, ecc.

OGGI E' IL CONSUMATORE CHE SCEGLIE
Il consumatore sa scegliere: cosa, come, quando. Vuole sentirsi libero nella scelta. Non vuole più sentirsi forzato (il venditore deve vestire i panni del consulente, del professionista, del tecnico, del risolutore di problemi, oppure può letteralmente sparire vestendo i panni dell'esperto web o social media manager, lavorando semplicemente dalla sede aziendale). Se si desidera raccogliere i frutti che i contenuti di valore possono portare, è necessario iniziare a comunicare in modo diverso. Serve Passione. Tecnica. Professionalità.

Serve preparare contenuti uguali/simili ma con diversa struttura pronti per essere condivisi sui vari social. La tua strategia non dovrebbe essere "faccio più rumore possibile" ma strategicamente"faccio contenuti che servono ai miei potenziali clienti", offrendo consigli, idee di utilizzo, spiegazioni, video di approfondimento, inviti a eventi, promozioni fidelity, ecc.

Questo è il vero approccio "customer-centrico". Creare contenuti veramente utili per i tuoi clienti. E ti ripagherà sicuramente. Google lo farà per primo, poi arriveranno anche i consumatori.Non è facile farlo. Ma è essenziale. Devi iniziare oggi stesso e lavorare costantemente alla creazione di contenuti: diversi, ma comunque seguendo una linea omogenea (segui un canovaccio, devi crearti uno storytelling che ti serva come solida base, un filo logico che ti fornirà l'indicazione anche per idee e sviluppi futuri).

CHI HA DETTO PER PRIMO "CONTENT IS KING"?
A proposito, sapete chi è stato il primo a fare la citazione "Content is King"? Rimarrete stupefatti. Fu Bill Gates nel 1996 in un suo articolo pubblicato sul sito di Microsoft (successivamente rimosso) ma che potete leggere integralmente qui sul blog di Craig Bailey.

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Ecco l'inizio di: Content Is King by Bill Gates (1/3/1996)
"Il contenuto è dove mi aspetto venga fatto molto del denaro su Internet, proprio come accadeva nel Broadcasting (trasmissioni tv).

La rivoluzione televisiva che ha avuto inizio mezzo secolo fa ha generato un certo numero di settori, tra cui la produzione di televisori, ma i vincitori a lungo termine sono stati coloro che hanno utilizzato quel mezzo per fornire informazioni e intrattenimento. 

Quando si tratta di una rete interattiva come Internet, la definizione di "contenuto" diventa molto ampia. Ad esempio, il software per il computer è una forma di contenuto di estrema importanza, ed è quello che per Microsoft rimarrà di gran lunga la più importante. Ma le grandi opportunità per la maggior parte delle imprese comportano la fornitura di informazioni o di intrattenimento. Nessuna azienda è troppo piccola per partecipare. 

Una delle cose interessanti di Internet è che chiunque ha un PC e un modem può pubblicare qualsiasi contenuto. In un certo senso, Internet è l'equivalente multimediale della fotocopiatrice. Permette di duplicare materiale a basso costo, non importa la dimensione del pubblico di riferimento. Internet permette anche informazioni da distribuire in tutto il mondo, a praticamente costo nullo o marginale per l'editore. Le opportunità sono notevoli, e molte aziende stanno pensando a piani strategici per creare contenuti per Internet".


venerdì 6 febbraio 2015

Ma le banche aiutano le StartUp ?

C’è un modo per le startup innovative di farsi conoscere ? possono davvero accedere a finanziamenti e crescere ? Esiste oggi un sistema che permette di ricevere un supporto dal circuito bancario ?

Abbiamo cercato per voi una risposta e grazie ad un interessante esposto di  http://millionaire.it/, l' abbiamo trovata per voi ! 




C’è chi come UniCredit sviluppa programmi di accelerazione : 
(https://www.unicreditgroup.eu/startlab/it/startlab.html): «Ci rivolgiamo a startup nate da meno di tre anni, attive nei campi del Life Science (biotecnologia, farmaceutica, medicina, health care), Clean Tech (energie rinnovabili, efficienza energetica), Ict (App e design digitale), Innovative Made in Italy (aziende tradizionali che abbiano una componente di innovazione). Ne selezioniamo 40 all’anno (10 per ogni settore) e offriamo loro un programma di accelerazione di un anno».

l’approccio di Intesa Sanpaolo, che con il programma Startup Initiative  incontra gli investitori  : 
(http://www.startupinitiative.com/en/index.html) offre un contatto tra startup innovative e investitori finanziari e industriali attraverso i cosiddetti “arena meeting”: incontri mensili in cui 10 startup hanno la possibilità di presentarsi con un pitch a una platea di investitori. Imprese sociali, biotecnologiche, medicale, Ict e Mobile, sono le categorie che hanno la possibilità di misurarsi nell’”arena”. Basta iscriversi al sito e descrivere la propria idea di business. Intesa Sanpaolo ha creato altresì tre fondi di venture capital: Atlante Ventures (con una dotazione di 25 milioni di euro destinati a imprese innovative di piccole dimensioni). Altante Seed (10 milioni di euro che sono investiti nelle fasi iniziali di una startup). E Atlante Ventures Mezzogiorno (anche qui 25 milioni di euro per lo sviluppo di imprese digitali nel Mezzogiorno).

«UniCredit ha iniziato a investire in prima persona nelle startup:
 tramite finanziamenti convertibili in azioni di durata massima fino a sette anni» spiega Garibotti. Che significa? La banca può fare un finanziamento da 30mila euro a 250mila euro in fase seed, quando cioè c’è maggior bisogno di capitali. La startup rimborserà il capitale a scadenza, al netto della quota di interessi che dovrà pagare nel corso dei sette anni. Se la startup va bene e riceve interesse da parte degli investitori, la banca può decidere di convertire in azioni il finanziamento, diventando azionista dell’impresa».

La Banca di Credito Cooperativo ha messo a punto il mutuo Buona Impresa:
 Per lo startup delle giovani aziende (http://www.buonaimpresa.it/) pensato per coprire le esigenze di investimento iniziale di un’impresa fondata da chi ha meno di 35 anni. Caratteristiche: durata massima cinque anni, importo massimo 100mila euro, e preammortamento (cioè non si ripaga il capitale) per i primi 12 mesi. Per imprese in fase di sviluppo, il mutuo può arrivare a tre milioni di euro.  Analoga iniziativa rivolta ai giovani Under 35, alle donne e ai lavoratori è quella di Banca Marche, che con il programma Youstartup! offre una nuova linea di finanziamenti a imprese costituite da non più di 12 mesi (non più di 36 nel caso di imprese femminili).http://www.bancamarche.it/youstartup_finanziamenti_per_nuove_imprese

giovedì 5 febbraio 2015

10 DIFFERENZE TRA MARKETING CLASSICO E IL NUOVO MARKETING DIGITALE (Digital&Social) - http://simone-serni.blogspot.it/

Il Marketing sta cambiando radicalmente, quello che viene già definito "classico" è il Marketing anni '80/'90 che tutti noi Marketers abbiamo studiato all'Università o nei Corsi post-laurea. Il Marketing Digitale è il Mktg del futuro, quello che utilizza modalità e forme di comunicazione molto diverse da quelle preconfezionate (a cui ci eravamo abituati).

10_differences_classi_mktg_social_media_mktg
In questa infografica vengono citate 10 differenze, molto interessanti, che riassumono bene l'evoluzione del marketing in questi ultimi 10 anni, e soprattutto in cosa il mktg "digitale" si discosta dal mktg "classico".

#1 CHIUSO vs. APERTO 
Il Mktg classico era strutturato, pianificato, formato da campagne, pubblicità e operazioni ben definite. Il Mktg digitale pur se pianificato ha una natura "destrutturata", è infatti formato da: post, commenti, like, messaggi su Twitter, immagini, ecc.

#2 UNO-A-MOLTI vs. MOLTI-A-MOLTI
Le azioni mktg erano rivolte ai consumatori che ricevevano le informazioni in modo passivo, oggi invece il consumatore interagisce attivamente (decide cosa, sceglie quando, commenta, chiede, ecc.).

#3 LUNGO-PERIODO vs. ADESSO
La pianificazione era a medio-lungo periodo, mentre oggi pur con pianificazione, le attività si svolgono in tempo reale, adesso, in modo interattivo. 

#4 COMPLESSO vs. VELOCE
Le operazioni erano complesse, richiedevano tempo, valutazioni e controlli. Oggi i Social Marketers devono saper commentare e/o rispondere alle richieste poste dai consumatori in tempo reale.

#5 LIMITATO vs. GLOBALE
Il lavoro era limitato agli orari di ufficio, oggi invece il Social Marketer deve essere attivo 24/7.

#6 SPECIFICO vs. GENERALE
Le attività erano rivolte a target specifici e/o ad un numero di consumatori limitato, mentre oggi le attività mktg sono rivolte ad un pubblico mondiale, tutto il web e tutti gli utilizzatori di smartphone (le attività possono essere anche circoscritte a target specifici ma su scala globale).

#7 ATTIVITA' RIPETITIVE vs. CREATIVE
Ogni attività mktg svolta era molto simile a quella precedente (con questo non voglio dire che 20 anni fa non c'era creatività, anzi) ma oggi, la virtualità e le nuove tecnologie consentono di oltrepassare qualsiasi dimensione, e la creatività è la base su cui creare qualsiasi idea mktg, anche la più piccola (es. un semplice tweet). Oggi è possibile creare campagne mktg che una volta sarebbero state costosissime e che, invece oggi, grazie alla grafica 3D diventano affrontabili anche per un'azienda di medie dimensioni.

#8 CONSUMATORI vs. UTENTI
Tutte le attività erano rivolte ai consumatori (e loro stessi erano quelli che supervisionavano e davano feedback su esse). Oggi, il digital mktg si rivolge agli utenti (web e digital) in modo globale ed esistono delle autorità che supervisionano tali operazioni, anzi vere e proprie piattaforme private (vedi Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest) che hanno regole e normative da rispettare. 

#9 LINGUAGGIO FORMALE vs. LINGUAGGIO INFORMALE/DIRETTO
Il Mktg classico si basava su formalismi e consuetudini, ogni attività aveva un iter e una formula predefinita. La pubblicità aveva canoni prescritti e modalità fisse. Il Mktg digitale si basa invece su modalità estemporanee, innovative, virali. Più rivoluzionari si è (anche nel modo di comunicare) e più si rimane nella mente del consumatore.

#10 DIVISIONE MARKETING vs. DIVISIONE SOCIAL & DIGITAL MARKETING
La Divisione Marketing (per chi ce l'aveva) era un nucleo ben strutturato, formato da personale di grandissima esperienza in strategia e analisi del mercato, inoltre si utilizzavano spesso Agenzie di Comunicazione esterne al fine di avere idee innovative e seguire la creazione di Campagne, gestione Fiere/Eventi, ecc. Oggi invece, la Divisione Marketing ha un responsabile (che si occupa di strategia e analisi) e sotto di lui/lei ci sono più collaboratori molto giovani che si occupano di tutte le attività (web marketing, social, siti web, blog istituzionale, ecc.). Si prendono dei giovani collaboratori, sia perché meno costosi sia perché più affini al mondo web/digitale/social.


martedì 27 gennaio 2015

Social media, il segreto del Marketing Automation - http://www.ninjamarketing.it/


Negli ultimi anni le carte da giocare all’interno del pianeta business si sono mescolate. Cambia il modo di lavorare, cambiano le esigenze, gli strumenti e i clienti. Come affrontare il cambiamento in chiave marketing? Una soluzione efficace per avere sotto mano il vostro mercato di riferimento è la Marketing Automation.

Una funzione software che aiuta le aziende a gestire tutti gli aspetti di comunicazione: telefono, e-mail, applicazioni Web, i quali favoriscono la condivisione delle informazioni all’interno e all’esterno dell’azienda e consentono, inoltre, l’instaurarsi di rapporti personalizzati ed esclusivi con i propri clienti.

Questa funzione è diventata pienamente disponibile per le aziende di qualsiasi settore e dimensione. Oggi non è più difficile realizzare messaggi ad hoc, che aiutino i clienti ad interagire con le aziende e che li accompagnino passo dopo passo sino alla vendita dei prodotti.
Qual è il segreto? Molto è nel campo dei social media: è attraverso questi strumenti che sarà possibile coinvolgere un maggior numero di persone, favorendo lo studio e l’adozione di metodi personalizzati per le esigenze di ogni contatto.

Come funziona la Marketing Automation

Un sistema di questo tipo vi farà da supporto nella pianificazione e realizzazione di campagne promozionali (scelta del target, definizione dei canali promozionali, allocazione del budget) e, nel caso di utilizzo di canali diretti digitali, quali: email e Sms, vi darà anche la possibilità di monitorare continuamente i risultati delle proprie campagne.
Attraverso la Marketing Automation potrete automatizzare il processo di dialogo con il Cliente sfruttando al meglio le diverse possibilità di interazione, e ridurre i costi e i tempi di realizzazione di progetti in fase marketing.

Marketing Automation e social network. Ecco un esempio pratico


Con la Marketing Automation, raccogliendo i dati corretti sulle vostre prospettive di marketing e sui probabili clienti, raggiungerete degli ottimi risultati. Prima di tutto potrete segmentare il pubblico in base al tipo di clienti da raggiungere; successivamente potrete “raggiungerlo” attraverso messaggi di posta elettronica sui vostri eventi e messaggi ad personam, che contribuiranno a costruire un rapporto di fiducia tra i clienti e il vostro brand.
Realizzare dei messaggi in grado di colpire gli interessi dei clienti in tutte le fasi del processo di vendita dei prodotti, aiuterà il vostro pubblico a tornare da voi. Vogliamo scommettere? Ecco un esempio pratico.
Prendiamo un ragazzo di nome Marco che ha conosciuto il vostro prodotto quando era alla ricerca di informazioni su Google. Una volta fatto ciò, Marco ha iniziato a “smanettare” con il vostro sito, ha preso confidenza con il marchio e ha iniziato ad apprezzare i vostri servizi e prodotti. Dopo due settimane, periodo durante il quale Marco vi pone domande interessanti attraverso i Social Network, decide di scaricare una presentazione del prodotto. Tre giorni dopo, Marco riceve una e-mail che lo invita a partecipare a una discussione via web per imparare di più sullo specifico argomento di interesse.
Marco partecipa attivamente e, la mattina seguente, riceve una seconda e-mail che fornisce collegamenti a materiali aggiuntivi. Una settimana dopo, un’altra offerta con uno sconto sul prodotto a cui è interessato. Potrebbe non essere pronto a perseguire l’acquisto ma, incuriosito dall’offerta, cliccherà sulla pagina social e donerà comunque guadagni al vostro business.
Attraverso questo processo, avete portato l’utente sempre più vicino all’acquisto senza però risultare invadenti.
Questa rappresenta una vera e propria strategia di successo che non si limita a pubblicizzare un prodotto, ma mira ad instaurare un rapporto esclusivo ed unico con il proprio cliente.

Social network e Marketing Automation un ottimo binomio

La Marketing Automation si propone di coltivare e condurre le vendite al tanto ambito successo. Per fare ciò è importante che i messaggi giusti vengano lanciati nel momento migliore. Ed è qui che entra prepotentemente in gioco il ruolo del social media marketing che ha l’obiettivo di raggiungere nuove prospettive in modo da poter interagire con il cliente aiutandolo e conducendolo alla vendita dei vostri prodotti.
I social media consentono alle aziende di costruire lentamente rapporti di fiducia e di riconoscimento, riescono a dare importanza ai potenziali clienti così a renderli consapevoli di ciò che la società ha da offrire loro. È importante conoscere bene il pubblico a cui vi rivolgete perché, più informazioni avete sui vostri contatti più sarà semplice poter implementare strategie di vendita di successo. Collegando la tua Marketing Automation ai social media avrai un ottimo modo per raccogliere informazioni sui clienti, informazioni che risulteranno essenziali per ottimizzare il proprio processo di business.


FONTE: http://www.ninjamarketing.it/2015/01/27/sono-i-social-media-il-segreto-del-marketing-automation/

venerdì 23 gennaio 2015

Cinque consigli per avviare la tua impresa a costo zero - www.evernote.com

Dallo scambio all'artigianato, ogni strumento è valido per far partire il tuo business. Segui queste linee guida per avviare la tua attività se le risorse scarseggiano

Avviare il proprio business a costo zero, senza una base economica è certamente complicato. Qualsiasi idea, per quanto valida, ha bisogno di un investimento per essere adeguatamente sviluppata.
Questo però non vuol dire che, con qualche accorgimento e la giusta combinazione di competenze, duro lavoro e strategie di marketing, non sia possibile avviare la propria impresa. Prima però è necessario raggranellare la cifra necessaria all’investimento, davvero con tutti i mezzi  a disposizione.
Secondo Chris Guillebeau, autore di The $100 Startup, “Per avere successo in un progetto imprenditoriale è necessario sfruttare tutte le competenze di cui si dispone, combinandole in un valore che possa essere utile per gli altri“.

Quelle che seguono sono semplici linee guida su come avviare un business quando non si hanno a disposizione grossi capitali.

1. Inizia a produrre

Certo, iniziare a produrre rappresenta ovviamente un costo iniziale, ma la tua produzione attuale sarà il prodotto che metterai sul mercato e dal quale trarrai il tuo beneficio economico. Quale sia il tipo di prodotto o servizio da proporre al pubblico, poco importa: le possibilità di posizionamento sul mercato sono tantissime, soprattutto attraverso i servizi di online e di ecommerce. Puoi anche pensare a dei prodotti completamente artigianali, che puoi produrre a basso costo con la tua manodopera; eBay, Etzy, Bonanza, sono enormi mercati mondiali dove quello che realizzi può arrivare ai clienti in modo rapido, garantendo una transazione sicura sugli acquisti tramite Paypal. Moltissimi imprenditori utilizzano esclusivamente servizi online per vendere i propri prodotti.

2. Se non produci, rivendi

Molto probabilmente non sei creativo, non hai grande manualità o, semplicemente, l’handmade non rientra nel mix di competenze che adoperi per recuperare le risorse necessarie ad avviare il tuo business. Nessun problema: se non produci, vendi prodotti già realizzati.
Anche questa operazione può sfruttare molteplici canali digitali per trasformarsi in un business: si possono utilizzare piattaforme di ecommerce  come Shopify per creare un negozio online e recapitare la merce tramite spedizione. Le possibilità di recuperare merce di valore sono tante: mercatini delle pulci, negozi di antiquariato, garage da svuotare. Se con le tue competenze riesci a distinguere un oggetto di lusso da un vecchio comodino, è il business che fa per te. Sophia Amoruso, fondatrice diNasty Gal, ha iniziato comprando e rivendendo pezzi unici su eBay ed è cresciuta fino ad un utile netto di 24 milioni di dollari nel 2011, creando posti di lavoro per oltre 200 persone.

3. Vendi i tuoi servizi a costo zero

Torniamo al mix di competenze. Che sai fare?  Vendi quello! Ovviamente tutto dipende dal tipo di competenza, ma non è necessaria una enorme specializzazione per vendere i propri servizi. Una conoscenza pratica di un settore, come fare il babysitter, l’assistente o il giardiniere, è sufficiente per mettersi in affari.
Essere visibili anche online è necessario, soprattutto in contesti metropolitani più grandi o quando la tipologia di lavoro richieda uno spostamento che, inevitabilmente, si traduce in un costo. Per questo è importante posizionarsi correttamente ed essere facilmente raggiungibili, magari affidandosi a servizi online gratuiti come Craigslist, Elance, TaskRabbit e Skillshare.

4. Il baratto

Inutile storcere il naso, puoi utilizzare tutti i software open source che vuoi, pur di risparmiare, ma un portatile dovrai necessariamente averlo. E, se hai le tasche vuote, l’unico rimedio resta quello di scambiarlo. Ottenere strumenti a costo zero, quando di disponibilità a livello zero si tratta, è davvero importante. Nulla di cui vergognarsi: offrire servizi di babysitting al vicino in cambio del suo Mac usato è una perfetta strategia a costo zero.

5. Utilizza servizi a basso costo o a costo zero

Esistono diversi servizi online a costo davvero ridotto o, in alcuni casi, del tutto assente. Sul web è possibile acquistare domini gratuiti per costruire il proprio sito tramite comodi moduli personalizzabili. Non saranno il massimo della personalizzazione ma è un ottimo modo per ottenere il proprio sito ad un costo nullo. In rete si possono acquistare prodotti personalizzati anche in tirature minime, per fare promozione al proprio business, e il risparmio aumenta. se si è in grado di districarsi nella giungla di codici ed offerte promozionali.
Avviare un business richiede impegno, sacrificio, passione. Se sei sulla strada giusta, utilizzando il mix di competenze trasversali di cui disponi, la via per il successo sarà certamente più rapida.


FONTE:
https://www.evernote.com/shard/s110/sh/f634cee3-62ea-4a9b-a829-e428b20f599f/0668fbbc2c0ffdf878fd4ba4c546cbfb

mercoledì 21 gennaio 2015

Hai mai sentito parlare di Simon Sinek?

Hai mai sentito parlare di Simon Sinek? Conosci questa citazione? “Le persone non acquistano ciò che fai, acquistano il perché lo fai.” Questa frase rappresenta un pò la sintesi degli insegnamenti di Simon Sinek, famoso Guru motivazionale e ideatore del concetto di “Golden Circle”.

Sinek afferma che la maggior parte delle persone e delle aziende organizzano la loro comunicazione mettendo al primo posto il “cosa” esse fanno, successivamente spiegano il “come lo fanno”, ma troppo poco spesso si soffermano ad evidenziare il “perchè lo fanno”.

COME MIGLIORARE LA TUA CAPACITA' DI PERSUASIONE
La metodologia proposta da Sinek è semplice e quantomeno illuminante. Chiunque di noi, quando deve presentare un prodotto o spiegare una soluzione è abituato ad adottare la regola del "come-cosa-perché" (es.: come faccio a farlo meglio, cosa devo utilizzare, perché devo utilizzare una certa cosa). Sinek invece, afferma che per aumentare il proprio livello di persuasione è sufficiente invertire la regola, adottando il "perché-come-cosa" (es.: riesco a stampare in modo migliore, come faccio a farlo, grazie all'utilizzo di questo preciso prodotto).

Oltre ad accrescere il grado di persuasione, la regola di Sinek, offre un maggiore impatto emotivo sul pubblico/interlocutori, trasformando una semplice chiacchierata in un'interessante storia da ascoltare. Proprio così, uso la parola "storia", perché grazie ai concetti di Sinek ognuno di noi può diventare quasi per magia un buon storyteller, riuscendo infatti a dar vita ad interessanti e persuasive modalità di racconto articolato (storytelling).

Sinek è ideatore del cosiddetto concetto di “Golden Circle”. Grazie al Cerchio d'Oro è possibile imparare a strutturare ogni comunicazione in modo tale da farla diventare: efficace, persuasiva ed interessante. Sinek offre così a tutti noi le basi dell'arte della persuasione.

Una comunicazione efficace deve iniziare con “perchè”, facendo seguire il “come” e il “cosa”. Per sostenere la sua teoria, Sinek non richiama risvolti psicologici, bensì la biologia del nostro cervello. E' stato dimostrato, infatti, che utilizzando lo schema-Sinek del "perchè-come-cosa" facilitiamo il cervello nel suo apprendimento, lo aiutiamo cioé a recepire con più facilità e rapidità i concetti esposti.

Vediamo in dettaglio: il cervello è diviso in tre aree principali, proprio come il Golden Circle, abbiamo la neocortex che Sinek associa al livello "cosa" (essa è responsabile di tutti i nostri pensieri razionali, analitici e del nostro linguaggio) e le altre due aree che formano il sistema limbico (esso è responsabile dei nostri sentimenti, nonché del nostro comportamento e delle nostre decisioni, che Sinek associa al"come" e al "perché".

Stando alla scienza, il sistema limbico quindi non ha capacità di linguaggio.
Significa che quando comunichiamo partendo dal "cosa", offriamo all'interlocutore la libertà di comprendere una gamma d’informazioni troppo ampia, non possiamo essere sicuri che lui comprenda proprio quello che vogliamo. Se, invece, comunichiamo subito con il "perchè", parliamo direttamente a quella parte di cervello responsabile del comportamento, facilitando la comprensione perché viene legata mentalmente ad un comportamento razionale e concreto. Così facendo trasformiamo le parole in concetti tangibili che si fissano nella mente dell'interlocutore: ti spiego "il perché ho fatto" questa cosa, e tu apprendi tale motivazione. Successivamente, ti spiego "cosa ho fatto" e "come l'ho fatta".

L’approccio di Sinek offre un nuovo punto di vista per comprendere le azioni umane ma soprattutto capire come si comporta il nostro cervello e da questo modificare la nostra comunicazione.

LA COMUNICAZIONE PERSUASIVA DI APPLE
Per avvalorare le sue tesi, Sinek prende spunto da alcuni casi famosi, cita i Fratelli Wright, Martin Luther King e la differenza comunicativa tra Dell e Apple. Dimostra in sintesi che la capacità comunicativa (come si comunica e cosa si comunica) influenza in modo determinante il proprio destino (successo). Il grado di leadership è direttamente proporzionale alla capacità di saper coinvolgere gli altri, per questo Sinek offre lo strumento del processo inverso "perché-come-cosa".

Tutti conoscono Dell, importante produttrice di PC, oggi sta perdendo mercato. Al contrario Apple (anch'essa nata come produttrice di computer) è riuscita nel tempo ad evolvere il proprio "essere" e stile comunicativo, spostando l'accento non su cosa faceva ma sul perché lo faceva, sottolineando il proprio "stile" unico al mondo.
Modalità comunicativa Dell: simile alla maggior parte delle aziende nel mondo. Dell si è sempre rivolta al mercato utilizzando il classico approccio comunicativo "Costruiamo computer solidi (cosa facciamo) sono ben progettati, semplici da usare e all'avanguardia" (come lo facciamo).

Modalità comunicativa Apple: mette al centro il perché "In tutto ciò che facciamo crediamo nella sfida dello status quo. Crediamo nel pensare diverso" (perché lo facciamo) "in particolare puntiamo sulla semplicità e sull’intuitività di utilizzo" (come) "ed è per questo che i nostri computer sono ben progettati e all'avanguardia" (cosa).

Nell'immagine a fianco, la mission di Apple: "Creare contributo per il mondo creando strumenti per la mente a vantaggio dell'umanità".

Questa mission è sbalorditiva. Se ci riflettiamo, tutto l'essere e lo stile (forse anche la supponenza) di Jobs è dentro questa frase, ma... attrae, è dirompente, è concreta e sognatrice.

La stessa cosa potremmo dirla di Facebook. Un lavoro che alla base ha un sogno e uno stile preciso. Ecco la loro mission: "Dare alle persone il potere di condividere e fare un mondo più aperto e connesso".

Le persone ricordano chi sei dal perché fai un prodotto (sentimento) e non da come lo fai, soprattutto adesso, vivendo in un mondo globalizzato dove ogni prodotto è tendenzialmente simile agli altri, costruito forse nello stesso stabilimento in Vietnam, Cambogia o Cina.

Le persone hanno necessità di condividere il tuo sogno. Vogliono riconoscersi nella "sfida" e nello "stile" che stai offrendo alla tua azienda e ai tuoi prodotti. Le persone non comprano il "cosa", comprano il "perchè" lo fai.

Le persone comprano il concetto del "chi sei". E' per questo che devi imparare a raccontarlo e a raccontarti. Meglio lo fai e maggiore sarà il successo che ottieni. Devi raccontare perché sei diverso dagli altri. Perché la tua azienda ha forti capacità ed alta esperienza. Magari sogna, proprio come hanno fatto Apple e Facebook. Come farlo? Grazie allo Storytelling e, perché no, ai suggerimenti di Simon Sinek.

Guarda la performance di Simon Sinek:

PERSONAL BUILDING Sfrutta gli insegnamenti di Sinek anche per migliorare le tue capacità persuasive nella vita personale. Quando sarai al prossimo colloquio di lavoro, ricorda che prima di tutto devi dire il perché sei così esperto (sono uno specialista del Social Marketing perché ho lavorato per 8 anni come Responsabile ecc. ecc. gestendo un team di 4 persone ecc. ecc.), successivamente ti soffermi in cosa sei esperto (presentazioni, article marketing, viral marketing, CMS, Photoshop, Indesign). Infine, esponi il come sei esperto (faccio presentazioni Power Point e Keynote, brochure complesse con InDesign, magari dai approfondimenti se ti vengono chiesti e se vedi l'interlocutore interessato).


 articolo tratto da  : http://simone-serni.blogspot.it/2015/01/arte-della-persuasione-simon-sinek.html

venerdì 19 dicembre 2014

COME GESTIRE I COMMENTI NEGATIVI SUI SOCIAL MEDIA

Hai ricevuto un commento negativo da parte di un utente Facebook? La tua azienda è stata taggata in un messaggio scritto da un consumatore arrabbiato? Cosa fare? Come è meglio procedere?

come gestire i commenti negativi su web e social
SUL WEB NON SI PUO’ NON COMUNICARE
Chi si occupa di marketing e comunicazione sa perfettamente che sul web non si può non comunicare, anche semplicemente postando un'immagine. Può darsi ad esempio che quell'immagine inneschi una serie di commenti a catena. Forse positivi, forse negativi.

SUL WEB TUTTO RIMANE TRACCIATO per sempre
Verba volant, scripta manent... e sul web ancora di più! Riflettiamoci un attimo: se è vero che qualcosa di scritto su un foglio viene considerato tangibile e indelebile, cosa dire di un qualcosa scritto sul web? Sembra volatile ma non lo è! Se poi è ricondiviso, tu non hai più nessuna possibilità di cancellarlo. Pensiamoci bene. Riflettiamo su cosa pubblicare.

Un feedback negativo equivale ad aver commesso un errore, dopodiché, sta all'azienda a dimostrare che questo errore (probabilmente) non è così grave come mostrato dal consumatore. Per non incorrere in problemi più gravic'è bisogno di un'intervento professionale e dell'antica arte della Diplomazia. Per facilitarti il compito, ti propongo 7 regole per evitare di commettere errori e 9 consigli d'oro su come gestire al meglio (con diplomazia) un attacco frontale da parte di un utente innervosito.

7 REGOLE PER EVITARE DI INCORRERE IN ERRORI COMUNICATIVI
Gli errori li fanno tutti, quindi, come viene detto in campo medico "prevenire è meglio che curare”.

1. Strategia e obiettivi, prima di tutto servono sempre degli obiettivi. Individuati bene è possibile raggiungerli. Secondo, una buona strategia che identifichi tempistiche, impegno giornaliero, tipologia delle comunicazioni, i canali scelti, ecc.

2. Regole e Policy, serve una matrice di riferimento. Più si danno regole su "cosa fare", "come farlo", "con che stile", "cosa l'azienda vuole che non venga fatto", ecc. e più si gestisce la situazione. Devi creare un "quaderno delle regole" inerente all'atteggiamento e all'immagine dell'azienda che il Social Manager deve comunicare. 

3. Scegliere dei Professionisti, troppo spesso ho visto mettere nella gestione dei Social dei tirocinanti o stagisti. Mettereste mai uno stagista a fare il Bilancio aziendale? No, e allora perché dargli un compito così delicato come quello di rappresentare l'azienda e scrivere (quindi parlare) per essa?

4. Prima di pubblicare ricontrolla, sul web rimane tutto quello che scrivi, e anche un semplice refuso può diventare oggetto di pubblica derisione. Rileggi sempre, anzi fai rileggere da persone che lo non hanno scritto.

5. Dai sempre delle risposte, se ti vengono fatte domande dirette anche su argomenti che non ti riguardano (es. aspetti tecnici), tu devi essere bravo: o a prendere tempo, o comunicare agilmente con chi ti può dare la risposta.

6. Sii pronto a scusarsi, non è vero che nel marketing non ripaga ammettere di aver sbagliato. Non è così, e sui Social ancora meno, perché l'ambito informale dei Social consente di avere un dialogo diretto con i clienti e loro si aspettano che gli siano date risposte vere, come quelle date ad un amico/conoscente, non quelle date ad un cliente.

7. Ricerca la fedeltà, se saprai creare un rapporto coeso e vero con i tuoi lettori/follower/clienti, allora vedrai che in alcuni casi saranno loro stessi a difendere il tuo brand e la tua credibilità, contro-commentando agli altri utenti.

Nell'infografica di BeDigitalGiants.com vengono proposti 6 step che tracciano il commento, dalla nascita alla sua evoluzione, grazie alla risposta data dal brand. Io preferisco lasciarvi con 6 consigli d'oro.

6 CONSIGLI SU COME GESTIRE I COMMENTI NEGATIVI sui social
Non accade spesso di ricevere commenti negativi. Ma può accade. Dal mio punto di vista, penso che, nel caso accada c'è una forte motivazione di base. L'utente altrimenti non perderebbe del tempo nel vomitare brutte parole su di te online. Se non vuoi incorrere in errori banali segui le 7 regole proposte sopra, in più, puoi far credito se vuoi a questi 6 piccoli consigli d'oro:
  • Gentilezza e diplomazia. Il cliente ha sempre ragione, diventa cruciale capire il vero senso di questo detto popolare, perché altrimenti perdiamo il focus del "fare marketing". Con il cliente serve sempre offrire l'altra guancia, è sbagliatissimo rispondere con un contrattacco. Il "tono" della comunicazione (punteggiatura, parole di cortesia, ecc.) sono strategiche!
  • Mai troppa confidenza. Nel mondo Social si tende sempre a sconfinare nell'eccessiva informalità. Ok per la comunicazione tra privato-e-privato, ma in quella azienda-privato il discorso è diverso. E' importante rimanere con tono informale ma mai troppo confidenziale, scherzoso o ironico. L'utente potrebbe infastidirsi.
  • Immediatezza. Il mondo del web e dei Social capisce solo l'adesso. Un utente che commenta o fa una domanda si aspetta una risposta entro decine di minuti, non ore! Ciò vuol dire avere sempre un buon monitoraggio del web.
  • Rileggi, rifletti e poi rispondi. Quando si subisce un attacco diretto si rischia spesso di rispondere di getto, magari infastiditi perché l'utente non ha ben compreso il servizio offerto e ha esplicitamente sbagliato nel fare quell'affermazione. Niente panico. Ripeto, niente panico! Non devi cadere nella sua trappola. Rileggi bene cosa ha scritto, rifletti su quale potrebbe essere la risposta giusta, magari scrivitela su un Note, la rileggi ancora e inizi a smussarla. Troverai sicuramente un altro modo, più gentile, per dire le stesse cose che avevi scritto di getto.
  • Non cancellare i commenti. Il mio consiglio è questo: evitare di cancellare i commenti se non sono gravemente offensivi. Perché accade che alcuni utenti utilizzino la tecnica dello screenshot o del fare la foto al video proprio per poter successivamente riattaccare il brand facendo notare di essere stati cancellati in precedenza. Se invece è l'utente ad essere in fallo con una grave offesa o uso di parolacce, allora è diverso. E' possibile comunicare che per buon costume e per policy aziendale le gravi offese non sono permesse.
  • Meglio scusarti. Sui Social non ripaga il sostenere all'inverosimile una bugia. Meglio porgere le scuse, magari con l'offerta di un nuovo prodotto gratis o una promo speciale personale, in questo modo si fa risplendere il brand di una luce particolare, attirando l'attenzione degli altri consumatori, facendo capire che siamo molto attenti al cliente e sensibili ai suoi feedback.