Visualizzazione post con etichetta azienda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta azienda. Mostra tutti i post
martedì 1 settembre 2015
domenica 23 agosto 2015
Il logo è l'identità della tua Startup! Ecco come dovrebbe essere - www.startuppatori.it
Il logo e il nome rappresentano
il primo approccio visivo e percepibile di un brand. La
prima forma di identificazione nella mente del consumatore, il primo tratto
distintivo che permette ad una startup di emergere nel mare magnum di
prodotti e offerte sempre più simili e difficilmente distinguibili. Il logo e
il nome sono due aspetti strettamente legati e solo con un accostamento
coerente si può ottenere un risultato efficace, in grado di creare una
forte identità distintiva.
Ma come fare allora a trovare la giusta combinazione? Ecco
quali, secondo noi, sono le caratteristiche che il logo – e il relativo
nome – di una startup devono assolutamente avere!
#EFFICACIA
La maggior parte delle startup offrono un prodotto/servizio
specifico e concreto.Questo, spesso, risulta immediatamente riconoscibile
già a partire dal nome e dal logo della startup stessa. Le persone, i
potenziali utenti, al giorno d’oggi non possono più permettersi di spendere del
tempo ad analizzare un logo: è proprio per questo che dovrà essere chiaro, dopo
un solo colpo d’occhio, ciò che l’azienda produce o quali servizi
offre. Il primo passo, dunque, è la ricerca di un design del
logo che con una combinazione di simboli rimandi chiaramente al
nome della startup e al suo scopo. Un esempio? Pensate a Soundcloud – una piattaforma
web che permette ai musicisti di collaborare, promuovere e distribuire la loro
musica – i cui nome e logo, da soli, suggeriscono efficacemente le
caratteristiche su cui la piattaforma stessa si basa. Vale a dire: musica,
raccolta, condivisione.
#SEMPLICITÀ
Vale la pena puntare su nomi brevi, veloci da scrivere e
facili da pronunciare (ne avevamo già parlato qui). Sembra
banale, ma alcuni nomi, nati con l’intento di essere originali e creativi,
rischiano di generare confusione, errori di battitura su tastiera, trascrizioni
errate. Deve essere inoltre facile da memorizzare. Queste
caratteristiche sono altrettanto fondamentali per il logo che accompagna il
nome. La semplicità e il minimalismo sono le
chiavi per un logo riconoscibile, versatile e difficile da dimenticare. Spesso
alcuni dettagli sono veramente inutili.
#VERSATILITÀ
Il nostro logo dovrà sempre essere chiaro e leggibile. Dal
bigliettino da visita al manifesto, dal sito all’app, dal pc allo smartphone e
perché no (dipende dalla tipologia di startup) dalla t-shirt alla tazzina, si
deve poter facilmente adattare a molteplici canali di comunicazione
e device. Bisogna saper dosare bene i colori e
scegliere il font giusto, ma sopratutto serve prestare la massima
attenzione a dimensioni e proporzioni. Per avere massima
efficacia un logo deve essere riconoscibile anche se fortemente
ridotto, questa caratteristica lo rende leggibile anche in movimento o in
condizioni di scarsa visibilità. È utile ricordare che non si devono mai
utilizzare mai immagini bitmap per un logo, poiché perderebbe
di qualità (fino all’orrendo “effetto sgranato”) se ingrandito
eccessivamente. Va perciò utilizzata la grafica vettoriale che
concede di scalare il logo a piacimento senza mai perdere la pulizia di linee e
forme. Anche per questo motivo è importante affidarsi a dei professionisti
che realizzeranno per te un logo ben studiato e ti
consegneranno un file utile per qualsiasi uso.
#COLORE
Potrebbe sembrare facile, ma in realtà è importante riflettere con
attenzione prima di scegliere il colore giusto per il logo di
una startup. Lo sapevi che ogni colore stimola delle specifiche reazioni
emozionali? Per esempio, il blu è rilassante, il giallo è allegro, il
rosso esprime energia. C’è un’intera scienza dedicata allo studio dei colori e
alla loro influenza sulle emozioni. Una volta chiara l’idea di
personalità della startup, sarà più semplice capire quale colore sia indicato
per il logo. Bastano al massimo tre colori per caratterizzare
l’immagine del brand dal punto di vista cromatico.
#LEGGIBILITÀ
Il font è un elemento molto importante, infatti il
principale requisito di un buon lettering è la sua leggibilità, questa
contribuisce a rendere un logo efficace. Quando guardiamo un marchio noi non
stiamo leggendo, ma la nostra mente è già predisposta a
riconoscere quell’azienda semplicemente guardando quel logo e
riconoscendo inconsciamente quel font.
Spesso basta un buon lettering per esprimere l’anima e il
carattere di un brand. Vuoi trasmettere l’idea
di solidità, modernità e forza? Allora potrai scegliere un font lineare,
senza grazie. Vuoi, invece, esprimere serietà ed eleganza? Questa volta dovrai
scegliere un font con grazie. O, ancora, vuoi sottolineare la delicatezza di un
prodotto o la classicità di un brand? Usa un carattere
calligrafico. Dovrebbe essere chiaro, insomma, che il tipo di font
enfatizza il significato che si vuole esprimere e l’emozione che si vuole
trasmettere.
Etichette:
azienda,
bitmap,
colore,
emera,
emera group,
grafica,
immagine,
jpeg,
logo,
nome,
prodotto,
servizio,
startup,
startuppatori
venerdì 23 gennaio 2015
Cinque consigli per avviare la tua impresa a costo zero - www.evernote.com
Dallo scambio all'artigianato, ogni strumento è valido per far partire il tuo business. Segui queste linee guida per avviare la tua attività se le risorse scarseggiano
Avviare il proprio business a costo zero, senza una base economica è certamente complicato. Qualsiasi idea, per quanto valida, ha bisogno di un investimento per essere adeguatamente sviluppata.
Questo però non vuol dire che, con qualche accorgimento e la giusta combinazione di competenze, duro lavoro e strategie di marketing, non sia possibile avviare la propria impresa. Prima però è necessario raggranellare la cifra necessaria all’investimento, davvero con tutti i mezzi a disposizione.
Secondo Chris Guillebeau, autore di The $100 Startup, “Per avere successo in un progetto imprenditoriale è necessario sfruttare tutte le competenze di cui si dispone, combinandole in un valore che possa essere utile per gli altri“.
Quelle che seguono sono semplici linee guida su come avviare un business quando non si hanno a disposizione grossi capitali.
1. Inizia a produrre
Certo, iniziare a produrre rappresenta ovviamente un costo iniziale, ma la tua produzione attuale sarà il prodotto che metterai sul mercato e dal quale trarrai il tuo beneficio economico. Quale sia il tipo di prodotto o servizio da proporre al pubblico, poco importa: le possibilità di posizionamento sul mercato sono tantissime, soprattutto attraverso i servizi di online e di ecommerce. Puoi anche pensare a dei prodotti completamente artigianali, che puoi produrre a basso costo con la tua manodopera; eBay, Etzy, Bonanza, sono enormi mercati mondiali dove quello che realizzi può arrivare ai clienti in modo rapido, garantendo una transazione sicura sugli acquisti tramite Paypal. Moltissimi imprenditori utilizzano esclusivamente servizi online per vendere i propri prodotti.
2. Se non produci, rivendi
Molto probabilmente non sei creativo, non hai grande manualità o, semplicemente, l’handmade non rientra nel mix di competenze che adoperi per recuperare le risorse necessarie ad avviare il tuo business. Nessun problema: se non produci, vendi prodotti già realizzati.
Anche questa operazione può sfruttare molteplici canali digitali per trasformarsi in un business: si possono utilizzare piattaforme di ecommerce come Shopify per creare un negozio online e recapitare la merce tramite spedizione. Le possibilità di recuperare merce di valore sono tante: mercatini delle pulci, negozi di antiquariato, garage da svuotare. Se con le tue competenze riesci a distinguere un oggetto di lusso da un vecchio comodino, è il business che fa per te. Sophia Amoruso, fondatrice diNasty Gal, ha iniziato comprando e rivendendo pezzi unici su eBay ed è cresciuta fino ad un utile netto di 24 milioni di dollari nel 2011, creando posti di lavoro per oltre 200 persone.
3. Vendi i tuoi servizi a costo zero
Torniamo al mix di competenze. Che sai fare? Vendi quello! Ovviamente tutto dipende dal tipo di competenza, ma non è necessaria una enorme specializzazione per vendere i propri servizi. Una conoscenza pratica di un settore, come fare il babysitter, l’assistente o il giardiniere, è sufficiente per mettersi in affari.
Essere visibili anche online è necessario, soprattutto in contesti metropolitani più grandi o quando la tipologia di lavoro richieda uno spostamento che, inevitabilmente, si traduce in un costo. Per questo è importante posizionarsi correttamente ed essere facilmente raggiungibili, magari affidandosi a servizi online gratuiti come Craigslist, Elance, TaskRabbit e Skillshare.
4. Il baratto
Inutile storcere il naso, puoi utilizzare tutti i software open source che vuoi, pur di risparmiare, ma un portatile dovrai necessariamente averlo. E, se hai le tasche vuote, l’unico rimedio resta quello di scambiarlo. Ottenere strumenti a costo zero, quando di disponibilità a livello zero si tratta, è davvero importante. Nulla di cui vergognarsi: offrire servizi di babysitting al vicino in cambio del suo Mac usato è una perfetta strategia a costo zero.
5. Utilizza servizi a basso costo o a costo zero
Esistono diversi servizi online a costo davvero ridotto o, in alcuni casi, del tutto assente. Sul web è possibile acquistare domini gratuiti per costruire il proprio sito tramite comodi moduli personalizzabili. Non saranno il massimo della personalizzazione ma è un ottimo modo per ottenere il proprio sito ad un costo nullo. In rete si possono acquistare prodotti personalizzati anche in tirature minime, per fare promozione al proprio business, e il risparmio aumenta. se si è in grado di districarsi nella giungla di codici ed offerte promozionali.
Avviare un business richiede impegno, sacrificio, passione. Se sei sulla strada giusta, utilizzando il mix di competenze trasversali di cui disponi, la via per il successo sarà certamente più rapida.
FONTE:
https://www.evernote.com/shard/s110/sh/f634cee3-62ea-4a9b-a829-e428b20f599f/0668fbbc2c0ffdf878fd4ba4c546cbfb
FONTE:
https://www.evernote.com/shard/s110/sh/f634cee3-62ea-4a9b-a829-e428b20f599f/0668fbbc2c0ffdf878fd4ba4c546cbfb
Iscriviti a:
Post (Atom)
