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domenica 24 novembre 2013

10 azioni per rilanciare l’Italia con un "nuovo patto verde"

Un “green new deal” per l’Italia: un “nuovo patto verde”sulla linea del New Deal di F. D. Roosevelt che portò l’America fuori dalla crisi della Grande depressione negli anni Trenta. A differenza però di quegli anni il nuovo provvedimento “deve” avere una connotazione “verde”, come ha sottolineato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, inaugurando i lavori degli Stati generali della green economy (Sgge) a Rimini nel giorno di apertura della fiera Ecomondo (6-9 novembre). “Gli investimenti ambientali sono una delle risposte alla crisi, non qualcosa che la crisi non permette di effettuare”, ha detto Orlando. 
«La mancata prevenzione infatti è un sistema per generare debito futuro. E al di là di tutte le contraddizioni, puntare sulle rinnovabili non è stato un errore e non abbiamo bisogno di altri inceneritori, anche se non vanno demonizzati ma usati meglio».
IL PATTO VERDE - Il primo punto delle dieci azioni è proprio la riforma fiscale in chiave green, in pratica l’eco-fisco, partendo dalla riduzione degli incentivi per le attività che hanno maggiore impatto sull’ambiente favorendo invece la deducibilità degli investimenti verdi. Quasi di conseguenza gli altri punti, come le risorse per le infrastrutture green e la difesa di suolo e acque; l’efficienza e il risparmio energetico (anche sulla linea della direttiva europea 20-20-20); il recupero e il riciclo della risorsa-rifiuti; il rilancio degli investimenti per le fonti energetiche rinnovabili; la riqualificazione e la rigenerazione urbana; la mobilità sostenibile tramite un fondo nazionale; puntare sull’agricoltura di alto livello (senza Ogm, va da sé) e sulla filiera biologica; infine un piano nazionale per l’occupazione giovanile in ambito green, come la riduzione triennale del prelievo fiscale e contributivo per l’impiego dei giovani e il sostegno alle start-up green giovanili. ZONA GRIGIA – “Il pacchetto proposto è ampiamente condivisibile, ma ha bisogno di una ‘spinta’ da vari settori, nazionali ed europei”, ha detto il ministro Orlando. Il mondo green italiano ha quindi fatto le sue proposte, si spera solo che non cadano nella zona “grigia” delle pastoie politico-burocratiche e dei veti incrociati che avvolge il Paese.
STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY - Agli Sgge è stato presentato un pacchetto di dieci azioni che costituisce il nucleo del New Deal verde, misure innovative per indicare il percorso che l’Italia deve intraprendere se vuole uscire dall’ attuale crisi e restare agganciata alle nazioniicolo che stanno già lasciando la fase recessiva: un percorso fatto di sviluppo durevole, ripresa degli investimenti, rilancio dell’occupazione. «La riqualificazione dal punto di vista urbano del nostro Paese, con il recupero delle periferie come nei decenni scorsi è stato fatto con i centri storici, sarà la sfida del futuro, una sfida verde che produrrà occupazione», ha illustrato il ministro Orlando.



QUATTRO DIRETTRICI - Il pacchetto di dieci proposte è stato messo a punto dal Consiglio nazionale della green economy (composto da 66 organizzazioni di imprese), in collaborazione con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico (il cui ministro Flavio Zanonato chiuderà giovedì i lavori) e la Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Le dieci misure vanno inquadrate all’interno di quattro direttrici: fiscalità “verde”, burocrazia semplificata, strumenti finanziari innovativi e utilizzo più razionale delle risorse finanziarie esistenti. “Si è individuata non solo la spesa ma anche la copertura finanziaria, a partire dalla fiscalità in chiave ecologica”, ha affermato Edo Ronchi, componente del Consiglio nazionale della Green economy.



 fonte : il corriere della sera.

giovedì 16 maggio 2013

Italia: maggiore quantità di specie viventi tra tutti i Paesi Europei


Dopo tante classifiche che ci vedono protagonisti in negativo anche su questioni ambientali, per fortuna, arriva un primato che deve inorgoglirci: l’Italia ha la maggiore varietà di specie viventi tra tutti i Paesi europei. Una varietà inaspettata e tutta da conoscere: il 98% sono insetti e altri invertebrati; i mammiferi sono rappresentati da ben 118 specie diverse.

E’ quanto emerge dallo studio ‘Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale’, una pubblicazione curata dal Ministero dell’Ambiente che raccoglie e classifica i dati sul patrimonio naturale dei parchi. Sono ben 56mila le specie animali custodite nei parchi nazionali italiani e per la prima volta sono state censite con uno studio apposito. Tra le piante, le foreste più diffuse dei parchi nazionali sono faggete e querceti, che danno un valido contributo alla lotta contro l’effetto serra. Oltre che custodi di specie che rischierebbero altrimenti l’estinzione, i parchi hanno un’altra funzione fondamentale: frenano il consumo del suolo. Se in Italia infatti il 17% dei boschi ha ceduto il passo a superfici artificiali, l’attenzione degli enti parco ha permesso di ridurre al 4,5% l’urbanizzazione in queste aree protette.

Fonte: www.tuttogreen.it

Sono ben 56mila le specie animali custodite nei parchi nazionali italiani e per la prima volta sono state censite con uno studio apposito.Tra le piante, le foreste più diffuse dei parchi nazionali sono faggete e querceti, che danno un valido contributo alla lotta contro l’effetto serra.Oltre che custodi di specie che rischierebbero altrimenti l’estinzione, i parchi hanno un’altra funzione fondamentale: frenano il consumo del suolo. Se in Italia infatti il 17% dei boschi ha ceduto il passo a superfici artificiali, l’attenzione degli enti parco ha permesso di ridurre al 4,5% l’urbanizzazione in queste aree protette.