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giovedì 1 settembre 2016

Bando "Conviene Essere Giovani"

POR Campania FSE 2014-2020
Asse II – PI 9.i – Ob. Sp.8


ESSERE GIOVANI IN CAMPANIA DIVENTA UN VANTAGGIO.
La Regione Campania si  dota di strumenti normativi e finanziari pensati per  la generazione dei giovani al fine di stimolarne creatività e capacità progettuale, sia come singoli sia in associazioni e aggregazioni informali.
E’ un vero e proprio  cambio di passo rispetto al passato perché i giovani vengono considerati non solo destinatari di interventi dei servizi e della assistenza, ma protagonisti di un nuovo modo di  costruire il loro futuro consolidando le esperienze nel presente facendo aggregazione, migliorando il contesto sociale e favorendo le condizioni di occupabilità.
La Campania è una regione speciale perché è tra le poche in Italia e in Europa che può disporre di un  capitale umano inestimabile, i giovani  che danno linfa e innovazione alle dinamiche di sviluppo e di benessere s della società, ma al tempo stesso soffre del divario tra limitate opportunità di espressione e alta offerta di talenti e competenze che mortifica le aspirazioni dei giovani, costretti a cercare altrove, in Italia e all’estero, sbocchi e occasioni di crescita.
Il Disegno di Legge “Costruire il Futuro. Nuove politiche per i giovani”* traccia in modo organico finalità, destinatari delle misure e strumenti per il perseguimento del benessere e del pieno sviluppo dei giovani che vivono sul territorio campano e individua la Regione Campania quale ente promotore di politiche finalizzate a sostenere percorsi di crescita e di autonomia e di valorizzazione della cultura del merito. Il Piano Triennale Giovani individua una ampia serie di interventi nel medio termine che incoraggiano la propensione creativa, il talento dei giovani campani e migliorano le condizioni di vita nei luoghi in cui i giovani possono esprimere le loro capacità e coltivare i loro interessi.
E’ questo l’approccio strategico della Regione per agire indirettamente  anche sulla prevenzione del disagio.
L’Osservatorio sulle politiche giovanili studia ed analizza le caratteristiche  ed i comportamenti dei giovani.
Un nuovo ruolo è affidato al Forum Regionale dei Giovani, che si consolida anche al livello territoriale.
  • DDL 99/2016 del 15 marzo 2016, pubblicato sul BURC n. 24 del 13/04/2016
BEN-ESSERE GIOVANI
Il primo intervento che la Regione Campania mette in campo è il progetto Ben-essere Giovani destinato ai giovani tra i 16 e  i 35 anni


martedì 2 agosto 2016

Think Tank di Sassano 3.0: concorso di idee

Il Comune di Sassano lancia il concorso di idee “Think Tank Sassano 3.0″ nell’ambito del Programma “Azioni di Marketing Territoriale”.

Obiettivo del progetto è stimolare i giovani a proporre le loro idee di impresa creative e innovative e affiancarli con un team di esperti per verificare la fattibilità tecnica, economica, logistica e di mercato

Alle migliori 5 idee sarà garantita l’attività di coaching e l’affiancamento per la redazione dei piani d’impresa. Nello specifico i giovani aspiranti imprenditori verranno affiancati per definire importanti aspetti della loro business idea:
• Individuazione natura giuridica 
• Analisi del mercato 
• Analisi della clientela 
• Analisi dei concorrenti
• Individuazione dei prodotti e/o servizi 
• Piano degli investimenti 
• Costi di gestione iniziali 
• Altri aspetti utili in considerazione della tipologia di attività.

Il concorso è aperto ai giovani residenti in Campania con età compresa fra i 18 e i 35 anni da affiancare in un progetto di “idea generation”.
Ogni soggetto, partecipante in forma singola o associata può presentare una sola idea di impresa.

Candidature entro le h 12:00 del 23 settembre 2016


Per ulteriori informazioni sul presente avviso occorre rivolgersi al Think Tank di Sassano presso il Centro Polifunzionale a Silla di Sassano tutti i venerdì pomeriggio a partire dalle h 16:00.


Iniziativa selezionata dall’avviso pubblico di SOSTEGNO AI PROGRAMMI DI SCOUTING, IDEA GENERATION E ACCELERAZIONE DI STARTUP INNOVATIVE, promosso dalla Regione Campania e attuato da Sviluppo Campania, cofinanziato dal Programma di Azioni di Marketing Territoriale PAC III DG 497/2013

venerdì 22 gennaio 2016

Corsi gratuiti Garanzia Giovani

La Regione Campania nell'ambito del programma Garanzia Giovani ha aperto le iscrizioni ai corsi di formazione su tutto il territorio regionale. 


Ai corsi di formazione gratuiti potranno candidarsi per la partecipazione tutti i giovani che hanno aderito al programma e che mantengo i suoi requisiti: 
- avere tra i 15 e i 29 anni
- non essere inseriti in un percorso formativo
- non essere inseriti in un percorso lavorativo

I corsi aperti alle iscrizioni sono disponibili nell'area pubblica del portale dedicata all'offerta formativa/catalogo, oltre che nell’area riservata degli enti pubblicanti, dei giovani e degli operatori dei servizi per il lavoro, con l’indicazione del numero di iscrizioni aggiornate in tempo reale. 
  
Le iscrizioni ai corsi potranno essere effettuate nelle aree riservate del portale dai giovani direttamente o dagli operatori dei servizi per il lavoro.


Recapiti: Info on-line
Scadenza: scadenze varie
Link: vai al sito web

venerdì 11 dicembre 2015

Conto alla rovescia per #IoLeggoControcampus

Mancano solo 5 giorni per conoscere i 6 VINCITORI  del contest #IoLeggoControcampus!

Vedi la classifica con la tua posizione. Segnala la tua foto e fatti votare!

Sei ancora in tempo per essere tra di loro e per aggiudicarti uno dei meravigliosi *premi in palio (vedi il regolamento)

Il voto si chiuderà il giorno 15 dicembre 2015 alle 00.00.
Dal giorno 16 dicembre 2015 potrai contattare il partner per ritirare il tuo premio.


#IoLeggoControcampus, Controcampus e i partners dell’iniziativa ti ringraziano per averli aiutati nella promozione della cultura, istruzione e informazione.

giovedì 29 ottobre 2015

#IoLeggoControcampus: parte la seconda fase del contest

E’ scattata in questi giorni la seconda fase del progetto #IoLeggoControcampus, contest fotografico promosso dalla testata giornalistica Controcampus.it e rivolto a studenti, docenti e personale universitario o scolastico con lo scopo di avvicinare i giovani  al panorama scolastico, universitario e al mondo del lavoro.
Con la seconda fase del progetto, che si svolgerà dal 15 Ottobre al 15 Dicembre 2015, sarà possibile votare la propria fotografia preferita. Il concorso è vinto dalla foto che raccoglie più voti online. E’ prevista inoltre la possibilità che una giuria interna e tecnica scelga tra i partecipanti al contest dei soggetti per proporgli la realizzazione del Calendario Controcampus 2016.

In occasione di tale iniziativa è stata precedentemente attivata una partnership tra Emera Group e Controcampus.it.

 Emera Group, rappresentata da Michele D’Elia, è una struttura di servizi legati al marketing, alla cura dell’immagine, all’organizzazione di eventi e manifestazioni attiva anche nella progettazione in riferimento a bandi locali, nazionali e internazionali per soggetti pubblici e privati.
Controcampus.it, da anni punto di riferimento per i giovani, è Il magazine di informazione più letto su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro, Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.

In occasione delle premiazioni finali, Emera Group, in qualità di partner dell’iniziativa ed in accordo con la redazione di Controcampus.it ha deciso di mettere in palio per il sesto classificato al contest la realizzazione di un video spot  utilizzabile per la promozione personale, della propria attività o per imprimere nel tempo il ricordo di un evento privato particolarmente caro.


Per ulteriori informazioni sul contest e per effettuare le votazioni vi rimandiamo al sito ufficiale dell’iniziativa: http://ioleggo.controcampus.it/

venerdì 16 ottobre 2015

IL CONTEST #IoLeggoControcampus è PARTITO

È con piacere che vi comunichiamo che 



VOTA LA TUA FOTO 
condividila e falla votare dai tuoi amici!

Diventa anche tu Testimonial della CULTURA ISTRUZIONE e INFORMAZIONE

VINCI I FANTASTICI PREMI DELL'INIZIATIVA di CONTROCAMPUS.IT

#IoLeggoControcampus è un'iniziativa di Controcampus.it

mercoledì 23 settembre 2015

#IoLeggoControcampus Spot 2015



#IoLeggoControcampus è un iniziativa del gruppo editoriale Controcampus. Piattaforma installata su www.controcampus.it. 

#IoLeggoControcampus un iniziativa per promuovere scuola, università, ricerca, formazione e lavoro: per avvicinare i giovani all'istruzione, alla cultura e informazione.

Edizioni: Controcampus. Direttore: Mario Di Stasi

Partenes: Lenus Media, Angelo Oliva Fotografo, Silen Glaix Fotografo, Rotatourist, Emera Group.
Modella in video: Maria Scherzi

Presso Università degli Studi di Salerno - Unisa

venerdì 4 settembre 2015

Stabilita la partnership tra Emera Group e Controcampus.it per #IoLeggoControcampus

www.emeragroup.blogspot.it
E’ stata stipulata in questi giorni la partnership tra due realtà del territorio impegnate attivamente nel mondo dei giovani:
Emera Group e Controcampus.it

Emera Group, rappresentata da Michele D’Elia, permette di offrire servizi legati al marketing e alla cura dell’immagine, organizzazione di eventi e manifestazioni, supporto all’avvio di nuove attività tramite la redazione di Business Plan e redazione di progetti in riferimento a bandi locali, nazionali e internazionali coinvolgendo soggetti pubblici e privati.

Controcampus.it, da anni punto di riferimento per i giovani, è Il magazine di informazione più letto su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro, Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.

www.controcampus.it
La collaborazione tra le due realtà nasce in virtù di un’iniziativa ideata e promossa da Controcampus.it rivolta a studenti, docenti e personale universitario o scolastico e atta ad avvicinare i giovani alla scuola, all’università e al mondo del lavoro:#IoLeggoControcampusCon un contest fotografico, infatti, l’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare le coscienze distratte e avvicinare alla cultura e alla lettura. Tramite una votazione online verrà definita la fotografia vincitrice con la possibilità, successivamente, tramite una giuria tecnica interna, di essere scelti per una proposta di realizzazione del Calendario Controcampus 2016.
Il contest, ancora in fase di svolgimento e aperto a tutti, terminerà il 15 ottobre 2015.

Per ulteriori informazioni sul contest e per parteciparvi rimandiamo al sito ufficiale dell’iniziativa: http://ioleggo.controcampus.it/

domenica 22 dicembre 2013

10 lavori che sfidano la CRISI. (ultima parte)

si conclude con questo pezzo, e poco prima delle feste il nostro viaggio  nei mestieri GREEN amici dell'ambiente e componenti dell'ormai crescente fenomeno della green economy, lasciamo questo nostro viaggio guardando un 2014 che apre le porte a nuove occasioni nell'impiego, nell'imprenditoria, e nello sviluppo.

Progettisti, installatori e rivenditori di impianti fotovoltaici:
Se negli ultimi anni la crisi economica ha segnato il declino di molte aziende, c'è un settore industriale su cui continua a splendere il sole: quello del fotovoltaico. Secondo Confartigianato, dal 2009 al 2011 le imprese di questa fetta di mercato sono cresciute del 10,2% e sono sempre più richieste figure professionali qualificate.

Secondo il centro studi di Confartigianato da febbraio 2012 il fotovoltaico ha superato l'eolico nella produzione di energia verde in Italia: con i 14.490 GWh prodotti a maggio si sarebbe potuto soddisfare l'intero fabbisogno energetico di tutte le famiglie del Sud Italia.Per lavorare nel campo del fotovoltaico le lauree a sfondo ingegneristico sembrano essere le più adatte, così come possono risultare utili i master post laurea nel campo delle energie rinnovabili. Questo tipo di formazione può preparare, per esempio, futuri progettisti di impianti fotovoltaici per edilizia pubblica e privata, ingegneri e architetti specializzati che possano indirizzare correttamente il lavoro degli installatori. Chi volesse optare per un mestiere più tecnico e imparare a installare pannelli fotovoltaici è bene che parta da una preparazione da elettricista o perito (serve infatti un elettricista abilitato per allacciare l'impianto fotovoltaico alla rete elettrica), per poi proseguire con un corso di formazione presso enti accreditati o regioni. Un bravo installatore dovrà saper montare i pannelli fotovoltaici e provvedere alla loro manutenzione, oltre a conoscere le norme tecniche degli impianti e la legislazione sugli incentivi: tra i siti utili per reperire informazioni e trovare corsi, quello del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano).Per chi invece fosse nato con l'anima del commercio esiste la possibilità di diventare rivenditore di impianti fotovoltaici: un commerciante che lavora in proprio e si rifornisce di materiale da rivendere ad aziende o privati. Le conoscenze (sugli incentivi del Conto Energia e sulle procedure per richiedere l'autorizzazione per l'installazione di pannelli) si acquisiscono durante corsi organizzati dalle associazioni di categoria, dalle regioni o da privati. I rivenditori alle prime armi possono affidarsi a una rete di franchising, che garantisca la giusta assistenza per iniziare l'attività.

Ingegneri e supervisori di turbine eoliche:
Se nel campo dell'energia eolica le prospettive potenziali sono molto promettenti - nel 2011 la potenza eolica installata nel mondo è cresciuta del 21%, con l'Italia al terzo posto in Europa per potenza installata - è bene ricordare che nel nostro paese il settore sta attraversando un momento di difficoltà attribuibile, secondo alcuni operatori, anche ai contenuti del nuovo decreto ministeriale sulle rinnovabili elettriche.
Il provvedimento, che prevede l'accesso agli incentivi statali previa iscrizione in appositi registri o attraverso aste al ribasso, a seconda della potenza di ciascun impianto, dovrebbe consentire all'Italia di raggiungere gli obiettivi europei sulle energie rinnovabili attraverso un sistema di incentivazione più equo e una crescita economica virtuosa. Ma secondo gran parte degli addetti ai lavori il nuovo decreto appesantirebbe la burocrazia rendendo più difficile accedere alle agevolazioni e rallentando lo sviluppo del mercato. Per ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) sono a rischio 34 mila posti di lavoro.Eppure nel 2020 le rinnovabili supereranno il 20% della disponibilità totale di energia prodotta nell'Unione europea e l'eolico dovrebbe crescere più di tutti, coprendo dal 2% al 14,1% della disponibilità totale di corrente elettrica. In attesa che questa fase di transizione si risolva, chi fosse interessato a lavorare nell'eolico può partecipare a uno dei corsi di formazione base organizzati da ANEV. Qui, oltre ad apprendere tutte le novità relative ai nuovi sistemi di incentivi, i partecipanti potranno entrare a far parte di un network attivo sul sito di ANEV che mette in contatto la domanda e l'offerta occupazionale nel mondo dell'eolico. Tra le figure più ricercate, ingegneri meccanici ed elettrici specializzati in questa forma di energia e supervisori del funzionamento e del mantenimento delle turbine.
Ingegneri di automobili ecologiche:
Per contribuire alla fase ideativa di questi mezzi di trasporto occorre una laura in ingegneria meccanica, con specializzazione sui veicoli e in particolare nei sistemi ibridi. Da qui, oltre alla strada della ricerca in ateneo, si apre la possibilità di iniziare a collaborare con le grandi case automobilistiche che stanno sperimentando nuove forme di trasporto ecosostenibile. I migliori prototipi di veicoli verdi provengono proprio dalle idee di giovani ricercatori: a giugno sono stati esposti a Bruxelles, nel corso di una manifestazione dedicata alle iniziative sull'idrogeno, il primo furgoncino alimentato ad ammoniaca del consorzio per la ricerca industriale di Pontedera Pont-tech e l'auto a idrogeno dell'Università di Pisa. Mentre il Politecnico di Torino lo scorso anno ha presentato Xam (Extreme Automotive Mobility) un veicolo ibrido da città, realizzato con materiali riciclati, capace di percorrere 100 chilometri con un litro di carburante.

Ricercatori nel settore dei biocarburanti:
Uno dei fiori all'occhiello della produzione industriale "verde" italiana è rappresentato dai biocombustibili di seconda generazione, quelli, cioè, derivati non più da mais o canna da zucchero, ma da colture non alimentari. L'azienda Mossi&Ghisolfi, di Tortona (Piemonte), ha recentemente sviluppato una tecnologia all'avanguardia per ricavare benzina da biomasse non edibili, come la paglia del riso, gli scarti di produzione della canna da zucchero e la canna comune. A Crescentino, in provincia di Vercelli, è ora attivo il primo impianto per la produzione del biocarburante, alla cui produzione hanno contribuito 10 università italiane e 100 cervelli di altrettanti ricercatori, quasi tutti trentenni. Soltanto questo progetto porterà alla creazione di oltre 150 posti di lavoro, la produzione di 42mila tonnellate di biocarburante e una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 70mila tonnellate ogni anno.Quello del bioetanolo di seconda generazione è un settore in cui il nostro paese ha buone possibilità di primeggiare sul piano dei brevetti. È infatti necessario trovare soluzioni realmente innovative che permettano di utilizzare le biomasse verdi senza sottrarre preziosi terreni agricoli alle colture alimentari e senza favorire la deforestazione. Il mondo della ricerca è per queste ragioni ancora il protagonista di questo settore produttivo. Per chi volesse intraprendere questa strada, in Italia ci sono diversi centri di riferimento: dal CRIBE (Centro di Ricerca Interuniversitario Biomasse da Energia) della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa, al Centro di Ricerca sulle biomasse dell'Università di Perugia. Le lauree ideali per tentare un dottorato di ricerca nel settore? Biotecnologia, Chimica industriale, Agraria.La strada della ricerca dovrebbe in futuro sanare, e le premesse sono promettenti, un conflitto importante che riguarda i biocarburanti. Da un lato, infatti, spiccano gli obiettivi europei che chiedono di raggiungere il 10% di fonti rinnovabili nel settore dei trasporti entro il 2020. Dall'altro vi sono i problemi legati al disboscamento delle aree da utilizzare per le colture intensive di biomasse e lo sfruttamento di terre altrimenti dedicate alla produzione alimentare (soprattutto terreni agricoli dei Paesi in via di sviluppo). Fattori per cui i biocarburanti di prima generazione sono accusati da molte ong e organizzazioni ambientaliste di aggravare la già precaria situazione alimentare del terzo mondo

L’Ateneo è povero di docenti giovani


domenica 15 dicembre 2013

10 lavori che sfidano la CRISI. (Seconda parte)

Continua la nostra carrelata nei mestieri GREEN amici dell'ambiente e componenti dell'ormai crescente fenomeno della green economy, mestieri che nel loro rilancio dell'economia tentano di sfidare questo momento di " crisi " una parla in questi tempi cosi temuta e consi inflazionata.

Addetti al riciclo e allo smaltimento rifiuti: 
Il recupero di materiali riutilizzabili sta diventando, una professione vera e propria. E non stiamo parlando del lavoro, prezioso e insostituibile, degli operatori ecologici (che pure costituiscono il primo anello di questa catena) ma di aziende comunali, società pubbliche e private impegnate nel raccogliere i rifiuti ingombranti e la spazzatura raccolta nei vari cassonetti in aree sorvegliate e predisposte, in cui i materiali sono smistati e preparati per essere inviata ai consorzi nazionali di filiera (come Comieco per gli imballaggi a base di cellulosa, o Corepla per quelli a base di plastica). Un business che conviene, e non solo in termini ambientali: secondo uno studio della Commissione Europea, gestione e riciclaggio dei rifiuti danno già lavoro in Europa a 2 milioni di persone e garantiscono un fatturato annuo di 150 miliardi di euro, pari all'indotto complessivo del turismo in Italia. Non si tratta quindi solo del dovere di un buon cittadino ma di un vero e proprio mercato di investimenti .
Parliamo un attimo dei Requisiti e sbocchi occupazionali: 
Il settore del recupero di materiali riutilizzabili è una delle eccellenze dell'economia del nostro paese. L'Italia è infatti al terzo posto nel mondo per il riciclo di alluminio, dopo Giappone e Stati Uniti, e seconda in Europa, dopo la Germania, nel riutilizzo di carta e cartone. Non occorre una laurea specifica, ma è utile una buona formazione tecnica: per esempio un diploma in un istituto tecnico industriale, seguito da un corso di formazione a livello regionale per imparare a distinguere e trattare i diversi tipi di rifiuti e conoscere le caratteristiche del territorio in cui si opererà. Un riciclatore provetto sa utilizzare i macchinari necessari per la raccolta e lo stoccaggio dei materiali, rispetta le regole per la sicurezza e l’igiene, è esperto nelle tecniche di trasporto delle varie tipologie di rifiuto e conosce le precauzioni da prendere nel trattamento di quelli pericolosi.
Essendo un campo in grande crescita esiste, per chi volesse, lo spazio per avviare una piccola attività autonoma. I più intraprendenti possono infatti aprire una stazione ecologica, un'area urbana attrezzata per la raccolta dei rifiuti urbani. Ne esistono davvero di ogni tipologia, da quelle tradizionali, spazi delimitati divisi per tipologia di rifiuti, a quelle più innovative: come il CAM, la stazione ecologica itinerante a pannelli solari di AMSA Milano che passa quartire per quartiere, in giorni prestabiliti. O come le stazioni ecologiche informatizzate presenti in molti comuni minori, che riconoscono l'utente grazie a una tessera nominale e registrano i rifiuti effettivamente separati fornendo sconti sulla bolletta di Tariffa Igiene Ambientale dell'anno successivo. Per lanciarsi in questo genere di attività occorrono alcuni requisiti di partenza, come ampi spazi a disposizione, permessi di costruzione, un buon progetto sviluppato in tutti i punti essenziali, rispetto delle norme di sicurezza e dei vincoli di tutela ambientale.

Eco-chef, eco-stilisti ed eco-parrucchieri:
Una nuova e accattivante veste "verde" può aiutare a rilanciare mestieri tradizionali, aprendo le porte a una clientela più attenta alle tematiche ambientali. Non è molto lontano il momento in cui saranno sempre di più i ristoranti gestiti da eco-chef, professionisti della cucina che preparano solo prodotti di stagione, biologici e a chilometro zero, utilizzano poca energia per la cottura, meglio se proveniente da fonti pulite, mettono al bando gli sprechi e lanciano crociate contro i conservanti artificiali. Chi volesse diventare un cuoco eco-friendly, dopo l'istituto alberghiero dovrà specializzarsi con un master su produzioni locali o biologiche, e acquisire una buona dose di esperienza sul campo, magari arricchita con qualche periodo di lavoro all'estero.

eco-sostenibili : 
Dai fornelli alle forbici, quelle degli eco-parrucchieri: per tinte e impacchi ristrutturanti utilizzano solo prodotti di derivazione naturale, senza solfati, dotano i rubinetti di rompigetto per ridurre i consumi idrici, aumentano la raccolta differenziata, spengono le piastre non utilizzate e acquistano phon di classe A+, che limitano gli sprechi energetici e le emissioni di CO2. Uno sforzo necessario: secondo l'organizzazione ambientalista Kyoto Club, il lavoro dei 150 mila parrucchieri italiani comporterebbe l'emissione di 800 mila tonnellate di anidride carbonica: quella emessa ogni anno da 200 mila auto che percorrano 30 mila chilometri. Anche in questo caso la strada passa attraverso un corso di formazione; ma i saloni già avviati possono rivolgersi a società di consulenza energetico ambientale che monitorino i consumi e suggeriscano strategie per ridurli.

green- style :
Quello della moda è uno dei settori in cui la rivoluzione verde sta dando i risultati più creativi e incoraggianti: dalle fibre ricavate con materiali di scarto  agli abiti da red carpet realizzati con bottiglie di plastica riciclata, dalle T-shirt compostabili fino al ripensamento delle filiere produttive più inquinanti un occhio all'ambiente è ormai d'obbligo per chi riempie i nostri armadi. In questo caso, dopo una buona scuola per stilisti, la specializzazione in tendenze "verdi" si acquisisce sul campo. Magari aderendo a un circuito per stilisti emergenti che faccia dei capi artigianali e realizzati con materiali di recupero la propria peculiarità.


Operatori di turismo sostenibile : 
Utilizzo dei mezzi pubblici, alloggio e trasporti a ridotto impatto ambientale, ricerca dei luoghi incontaminati e non intaccati da villaggi turistici, rispetto delle popolazioni locali e della loro economia sono i principi ispiratori di un settore che coinvolge in Italia sempre più operatori e agenzie. Per lavorare in questo campo, uno dei punti di riferimento è il sito dell'Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile) dove è possibile consultare l'elenco delle cooperative operanti sul territorio italiano e le proposte formative per chi volesse intraprendere questa strada.

come si inizia : 
le proposte di master delle università italiane sul tema: dopo una laurea in Scienze del turismo o affini e una specializzazione in agente per il turismo responsabile, si possono contattare le cooperative operanti nel settore, come pure le tradizionali agenzie turistiche, che, per adeguarsi alle richieste del mercato, cercano sempre di più figure di questo tipo per dedicare parte delle proprie proposte a questa fetta di viaggiatori responsabili. Per riconoscere quali sono gli operatori in grado di proporre vacanze "verdi" - e quindi anche un posto di lavoro ai potenziali agenti - occorre controllare se la filiale è in possesso del bollino Csr Tourism, una certificazione attiva in Italia dallo scorso anno che garantisce trasparenza e affidabilità ai clienti che volessero fare questa scelta.

domenica 8 dicembre 2013

10 lavori che sfidano la CRISI. (Prima parte)

Nuove figure sfidano il mercato, combattono l'inquinamento delle acque, lavorano per garantirci aria più pulita, regalano una seconda vita ai nostri rifiuti, investono denaro e creatività in processi produttivi all'avanguardia e rispettosi dell'ambiente. Hanno talento ed energia contagiosi: stiamo parlando dei professionisti che hanno fatto dell'eco-sostenibilità la propria missione. 
Son queste le nuove figure del mercato della green economy da tenere sotto osservazione perché potrebbero essere proprio loro a sfidare la crisi. Sono infatti queste nuove professionalità un vero e proprio fenomeno di controtendenza, specialmente in una fase economica dominata dalla recessione i nuovi mestieri legati al riutilizzo di materiali, al taglio degli sprechi e alle energie rinnovabili stanno creando occupazione. In base all'ultimo rapporto dell' International Labour Organization sui lavori "green", uscito all'inizio di giugno, la transizione dall'era del petrolio a un'economia verde potrebbe generare infatti dai 15 ai 60 milioni di nuovi posti di lavoro nell'arco del prossimo ventennio.
Ovviamente non sono le uniche , è un messaggio positivo quello che ricaviamo da tutto il settore della green economy, specialmente sul lungo periodo, tra previsioni positive e nuovi mestieri verdi, non solo quelli citati, il settore green rimane una fonte di speranza e di investimento per il futuro.
Sul campo :
Alla scrivania: 
Una laurea in biologia, scienze ambientali o chimica farà al caso vostro, ma anche un diploma di scuola secondaria di tipo tecnico scientifico, seguito da un periodo di tirocinio in istituti di ricerca sul monitoraggio ambientale rappresenta una preparazione adeguata. Si potrà quindi lavorare all'interno di parchi naturali, laboratori privati, o nelle Arpa (le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale), alle quali si accede per concorso pubblico.

Cerchiamo ora di fare una panoramica  delle 10 più promettenti professioni amiche dell'ambiente, soffermandoci  sulla formazione richiesta per accedervi:


Edilizia Verde:  
Si calcola un tetto approssimativo di 10 mila nuove assunzioni nei prossimi anni: un buon incentivo per spingere i futuri ingegneri a specializzarsi nel settore dell'edilizia verde. Mentre si diffonde la ricerca di soluzioni ecosostenibili all'interno delle case e degli edifici in costruzione, cresce anche la domanda di professionisti che sappiano accostare l'efficienza energetica a soluzioni estetiche gradevoli.
Non solo per i vostri nuovi impianti fotovoltaici , Il designer di sistemi fotovoltaici saprà  proporvi le migliori soluzioni per integrarli al meglio alla vista e all'architettura preesistente. Ma non solo se il vostro cruccio è la riduzione degli sprechi energetici avete a vostra disposizione uno specialista in management della programmazione energetica, che dirà dove tagliare e quali impianti convertire; e per progettare la coibentazione di un edificio, occorre naturalmente un ingegnere specializzato.
Quella in ingegneria rimane la laurea più ricercata dalle aziende che si occupano di green building, ma anche i professionisti dell'architettura e del design possono trovare in questo campo un mercato attivo e in piena espansione. Dopo la laurea, una buona idea è quella di frequentare un master per consulenti energetici, in bioarchitettura o in bioedilizia e risparmio energetico, in base alla specializzazione che si intende perseguire. I più intraprendenti possono aprire uno studio associato di progettazione di edifici a basso consumo e riqualificazione energetica e lavorare in proprio, anche se le assunzioni in questo campo non mancano. Secondo le stime del Centro Studi CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), entro il 2020 più del 20% dei laureati in ingegneria potrebbe trovare spazio nell'edilizia verde.


Controllo e monitoraggio della qualità ( delle acque) :
 la passione per la chimica e amar trascorrere del tempo all'aria aperta ha sicuramente  la stoffa per lavorare nell'ambito del monitoraggio ambientale. In particolare c'è un crescente bisogno di queste figure nel settore del controllo delle acque. Lo sfruttamento sconsiderato di fiumi, coste e laghi sta mettendo a dura prova l'ecosistema acquatico italiano: secondo Legambiente un campione su cinque dell'acqua di fiume è di qualità scadente o pessima, e un quarto delle acque sotterranee è contaminato, in particolare dai nitrati, sostanze presenti nei fertilizzanti.
questo lavoro vive due principali aspetti : 



Scoprire quali sostanze inquinanti sono disciolte nei mari e nei corsi d'acqua è il principale compito del tecnico di monitoraggio delle acque. «Il lavoro prevede una parte di operazioni da effettuare in campo e una seconda parte in laboratorio» ci spiegano gli esperti del Dipartimento monitoraggio qualità ambiente marino dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). 


Non manca la fase di elaborazione dati: «Ultimi, ma non per importanza, sono il trattamento e la presentazione dei risultati in modo corretto al fine di determinare la qualità delle acque monitorate. La valutazione complessiva viene fatta con l'ausilio di personale esperto, sia in base alle normative esistenti che alla bibliografia di settore».
Tutela del patrimonio Boschivo e forestale :
Fino agli anni '60-'70 lavorare in questo campo significava entrare a far parte del Corpo Forestale dello Stato, essere assunti nell'industria del legno o nel settore delle sistemazioni idraulico forestali (e cioè lavorare, per esempio, per stabilizzare pendici franose, nella manutenzione di canali irrigui o nella protezione dalle valanghe).
Oggi chi studia discipline forestali trova impiego soprattutto nella certificazione dell'utilizzo efficiente delle masse legnose, nella gestione delle foreste certificate (cioè gestite in maniera ecosostenibile) e delle lavorazioni di legno e sughero. Ma non solo: «I laureati in discipline forestali trovano sempre più spesso occupazione in settori "emergenti" come conservazione della biodiversità, eco-ingegneria (restauro ambientale, lotta alla desertificazione, bioedilizia), verde urbano, biotecnologie e industria farmaceutica, pianificazione territoriale e architettura del paesaggio, ecoturismo e valorizzazione dei prodotti tipici» spiega il professor Bartolomeo Schirone, del Dipartimento di Agricoltura, Foreste, Natura ed Energia dell'Università della Tuscia (Viterbo).
Secondo i dati Alma Laurea, il 70% dei laureati in discipline forestali trova lavoro entro tre anni dalla fine dell'Università. «In ogni caso accanto alla solita ricerca di lavoro presso imprese ed enti pubblici e privati, mi sentirei di consigliare ai giovani laureati di tentare la strada della libera professione, magari attraverso la formula degli studi associati» continua Schirone. E durante il percorso di studi «non trascurare la storia e la geografia, perché gli ecosistemi cambiano nel tempo e nello spazio, e trascorrere almeno sei mesi all'estero, dove la domanda di specialisti nel settore forestale - per esempio in Svezia - è ancora altissima ..». In Italia sono 16 i corsi di laurea in Scienze Forestali, molti di altissimo livello. Il corso di laurea in discipline forestali è presente negli atenei di molte città italiane tra cui Torino, Firenze, Viterbo, Bari, Palermo, Ancona, Campobasso, Napoli, Potenza, Reggio Calabria e Sassari.



( continuate a seguirci per scoprire in questi giorni tutte le altre professioni green ) 

venerdì 22 novembre 2013

47 mila posti di lavoro vacanti. Secondo un recente rapporto annuale del Sistema Informativo Excelsior Unioncamere e Ministero del Lavoro mancano esperti software, sviluppatori, assistenti socio-sanitari, progettisti meccanici, educatori e cuochi.

Lavoro
Sono poco meno di 47 mila i posti di lavoro che non vengono occupati in Italia. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto annuale del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro. Nel rapporto si parla di esperti software di gestione aziendale, analisti programmatori, sviluppatori, assistenti socio-sanitari ma anche progettisti meccanici, educatori e cuochi.Oltre a questo dato di fatto che rimane comunque in calo rispetto ai 65 mila posti richiesti nel 2012, numerosi datori di lavoro ha evidenziato che il 6,2% delle nuove assunzioni si dimostrano con competenze inadeguate, una formazione molto scarsa e una capacità molto ridotta di lavorare in gruppo.

Ma quanti lavoratori assorbirà il mercato del lavoro nel 2014?
Parliamo di 367 mila persone circa, con 160 mila diplomati a cui si aggiungeranno 58 mila laureati. Nel dettaglio le imprese tra i diplomati non riescono a trovare gli sviluppatori di software, i disegnatori tecnici, gli assistenti sociosanitari, i riparatori di macchinari, i meccanici e i cuochi mentre tra i laureati il gap riguarda sia gli esperti software ma anche esperti in gestione aziendale, analisti programmatori, progettisti meccanici. Insomma ingegneri informatici fatevi avanti. Altra problematica riguarda la scarsa reperibilità di operatori commerciali con l'estero, di addetti al marketing, infermieri ed educatori professionali.

martedì 7 maggio 2013

Cosa facciamo? Usciamo dalla "zona di confort"!


Oggi tutto lo staff di Emera è stato presente ad un incontro, sulle tematiche riguardanti GIOVANI, LAVORO e OCCASIONI, tuttavia un messaggio che va colto in giornate come queste è "uscire dalla zona di confort!" 
Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul concetto di "zona di Confort". Wikipedia, una delle più note enciclopedie Free, definisce la zona di comfort come una condizione nella quale una persona opera in totale assenza di stati d’ansia, utilizzando un numero limitato di abilità e risorse per ottenere performance di medio livello, solitamente senza avvertire alcun senso del rischio. La verità è questa: chiunque oggi voglia ottenere dei risultati a livello personale e professionale deve avere il desiderio ed il coraggio di spingersi oltre i propri limiti, uscendo fuori dalle proprie zone di confort.
Ma oggi  l’economia, la cultura, le tecnologie evolvono continuamente. Per mantenere questo ritmo evolutivo così elevato occorre predisporsi al cambiamento e, di conseguenza, all’acquisizione di nuove competenze.
Nel nostro mondo, tutte le persone operano spesso all’interno di proprie zone di confort, ma l’importante è che esse non diventino l’unico spazio nel quale far ruotare tutte le proprie attività.
Se ciò accade, qualsiasi tipo di cambiamento verrà visto come qualcosa di negativo, unicamente come difficoltà e non come opportunità. Subentrerà il timore di dover modificare, in parte o del tutto, i propri comportamenti, timore scaturito dall’impossibilità di prevedere i risultati di tali modifiche. A quel punto la persona dovrà scegliere se reagire in maniera proattiva assumendosi la responsabilità del rischio, oppure rimanere inerte, attendendo di ottenere i risultati di sempre mettendo in atto le azioni di sempre. Immaginate quanto questo possa essere dannoso se non si impara da subito ad avere una predisposizione per i cambiamenti e per l'apertura mentale.
Per questo le persone non ancorate alle proprie zone di comfort, non sono spaventate dall’idea del cambiamento, anzi, lo affrontano con atteggiamento positivo. In loro nasce la volontà di mettersi in gioco, ampliando le proprie conoscenze, acquisendo nuove competenze.
Oggi, un business e un mercato in continua evoluzione richiedono di uscire dalle proprie zone di comfort più e più volte per poter garantire il successo di un’azienda e di tutte le risorse al suo interno. Per farlo, l’ingrediente fondamentale è rappresentato dalla giusta motivazione. Essa rappresenta la spinta ad assumersi la responsabilità del rischio per poter essere gli artefici del proprio cambiamento.

Secondo John Wood , noto attivista statunitense, fondatore e presidente esecutivo di Room to Read, un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata a combattere la povertà nel mondo attraverso il potere dell’istruzione, esistono alcuni fattori chiave per uscire dalla propria “comfort zone” e assumersi dei rischi “calcolati”. Il primo è quello di avere una visione chiara dell’obiettivo che si intende raggiungere. Una volta che la meta sarà ben definita nella propria testa, non si avrà alcuna difficoltà a farla comprendere anche all’esterno. 
Il secondo punto è l'essere consapevoli che gli obiettivi sfidanti attraggono persone audaci. Quando si definisce una meta, e con essa il percorso da intraprendere, può capitare che non si ottenga il sostegno e l’approvazione di coloro che giudicano la scelta intrapresa come troppo ardita, e le probabilità di ottenere i risultati troppo scarse. Allo stesso tempo, però, ci sarà chi offrirà il proprio sostegno perché sarà stato in grado di vedere altrettanto chiaramente l’obiettivo prefissato. Queste persone, insieme, costituiranno la squadra vincente in grado di sostenere e dirigere il cambiamento.
Il terzo fattore è probabilmente il più importante: non aver mai timore di chiedere aiuto. Tanto più è grande l’obiettivo che si intende raggiungere, tanto più occorrerà il sostegno fornito da tante competenze e abilità, impossibili da trovare concentrate tutte all’interno di un unico essere umano! Saper chiedere diventa quindi un’abilità fondamentale. La collaborazione porta al raggiungimento dei risultati. Ogni persona possiede uno o più talenti, ed è l’unione tra di essi che determina il successo di un’intera organizzazione, permettendo ad un’idea di tramutarsi in azione, e all’azione di condurre al risultato.
Quarto: mai farsi abbattere dai piccoli fallimenti. Se le persone si facessero tutte influenzare dai rifiuti e dalle “porte in faccia” che ricevono spesso durante il loro percorso, nessuna idea di successo potrebbe mai essere definita tale. E’ quindi ancora una volta la forza della propria motivazione a determinare l’uscita dalle proprie zone di confort e ad accogliere la sfida del cambiamento.
Quinto: fidarsi del proprio istinto. Generalmente i leader sono costretti a prendere decisioni in tempi molto ridotti. Essi sono quindi portati spesso a definire le situazioni ed i rischi ad esse annessi, nei limiti delle informazioni che hanno a disposizione. Intraprendono conversazioni che permettono loro di razionalizzare l’oggetto della discussione ma, alla fine, nella maggior parte dei casi, il centro dell’azione si sposta dal luogo della razionalità a quello dell’istinto. Esso non conosce pro e contro e, secondo John Wood, nel momento in cui la persona smette di analizzare tutte le informazioni in  proprio possesso, non esiste alcun analisi del rischio migliore del proprio istinto.
Chiunque oggi voglia ottenere dei risultati  a livello personale e professionale deve avere il desiderio ed il coraggio di spingersi oltre i propri limiti. L’economia, la cultura, le tecnologie, evolvono continuamente. Per poter essere sempre al passo con tali evoluzioni occorre predisporsi al cambiamento e, di conseguenza, all’acquisizione di nuove competenze. Tutto ciò che un tempo rappresentava una sicurezza, oggi deve essere messo in discussione, e non perché “imposto” dall’esterno, ma per una propria personale esigenza di crescita e di sviluppo.
Quello che noi vogliamo, è semplicemente che chiunque possa essere fautore della propria sorte, senza dover essere fossilizzato in convinzioni che possono rischiare di tagliarlo fuori dal mercato, o peggio ancora possa far si che un ragazzo, o una nuova figura, non possano mai affacciarsi sul mercato. Pensate a quel piatto che non avete mai assaggiato e che poi vi è piaciuto, a quel film che non volevate vedere e che poi avete rivisto perchè vi è piaciuto troppo. Se vi è successo siete gia usciti almeno una volta dalla vostra zona di "confort" e potrete sicuramente farlo di nuovo.

(Articolo ispirato alle pubblicazioni HiSkill – OsservatorioOsserviamo le evoluzioni del mercato del lavoro).