lunedì 27 aprile 2015
Corso Base di Fotografia - Alfio Giannotti Fotografo
Scarica QUI il programma completo con i dettagli del corso.
giovedì 9 aprile 2015
giovedì 19 marzo 2015
La brand reputation nel 2015: come e da chi deve essere sviluppata? - http://www.4writing.it/
Molte aziende al giorno d’oggi hanno già intrapreso un’attività di comunicazione via web, hanno già realizzato un sito (almeno vetrina), hanno già aperto la pagina su Facebook, hanno già provato a fare qualche campagna Google Adwords.
Hanno provato, ma non hanno convertito, e quindi non ci credono più.
Serve dunque porsi una domanda precisa:
fare web marketing e sviluppare la brand reputation online, è davvero solo una strategia fatta di passaggi precisi e step da seguire passo passo, o piuttosto è uno stile di vita, un qualcosa che va integrato, studiato, analizzato e intrapreso da parte di tutto lo staff, non soltanto da parte dell’ufficio commerciale?
Credo che molti imprenditori oggi si sentano presi in giro, perchè negli ultimi anni hanno speso molti soldi per mettere la loro impresa online, per realizzare un sito che ad oggi non ha mai portato nulla di concreto, perchè tutto quello che l’agenzia di comunicazione ha fatto, è stato confezionargli un prodotto finito.
Un sito bello, semplice, ovviamente non responsive perchè non era previsto a preventivo. Eccolo qua, pronto per l’azienda. Gli hanno spiegato come funziona e come aggiornare le pagine, ma nessuno gli ha mai detto come farlo diventare uno strumento di conversione.
Si perchè è di questo che stiamo parlando. Cosa vuoi che gli importi all’imprenditore di avere il sito bello o la pagina facebook? Se ha deciso di mettersi online è perchè gli hanno detto che i clienti sono là e sarebbe stato facile raggiungerli.
Ma non basta esserci, bisogna esserci nel modo giusto.
Le azioni per sviluppare una brand reputation valida, un’immagine chiara dell’azienda, che deve saper ispirare fiducia, credibilità e valori positivi anche e soprattutto sul web, sono finalizzate a perseguire un’azione da parte dell’utente: l’acquisto di un prodotto, l’iscrizione alla newsletter, la richiesta di un preventivo.
E’ il primo punto di contatto fondamentale con l’altro, ma è solo un primo passo, bisogna poi essere bravi a fidelizzare.
Ma quella volta al nostro amico imprenditore nessuno l’ha spiegato, e lui oggi si ritrova con una pagina web ben fatta, una pagina facebook aggiornata ogni tanto dal cuggino di turno, e tempo e soldi spesi per niente.
Il web marketing e la costruzione di una valida brand reputation, dovrebbe essere unafilosofia aziendale condivisa e sfruttuata da tutti coloro che fanno parte dell’impresa, perchè alla fine essa è un organismo vivente, che funziona quando ogni parte fa il suo lavoro ma persegue un obiettivo comune: la crescita e lo sviluppo sul mercato.
C’è un cervello, il titolare, che deve avere le redini e il controllo generale. Ma poi, ogni sezione ha un suo compito preciso, e ognuna rimane parte di uno stesso organismo.
In questo senso il marketing possiamo paragonarlo al sangue che circola. Esso alimenta ogni parte, dal cervello ai piedi, scorre ovunque ma ha una sua linea precisa, fa il suo dovere specifico ma si trova in ogni parte del corpo.
Ecco che quindi l’ufficio commerciale ha il dovere di apprendere come e cosa è necessario fare per comunicare con l’esterno, mostrando la parte rosa dell’azienda stessa, il lato bello del brand aziendale, non quello cadaverico e senza vita. Deve sapere come è fatto il proprio sito web, deve sapere come comunicare la mission aziendale, deve sapere come arrivare all’interazione con i clienti attuali e deve sapere come fare in modo che i nuovi utenti diventino facilmente nuovi potenziali clienti.
In pratica il web marketing è fatto di step precisi da seguire, ma c’è molto di più!
Il brand non rappresenta soltanto un’azienda, ma rappresenta delle persone che collaborano per raggiungere determinati obiettivi.
Ciò significa che tutti coloro che ne fanno parte devono contribuire a loro modo alla comunicazione efficace del messaggio aziendale. Da parte di tutti deve esserci la buona diffusione del prodotto e dell’azienda stessa, come anche una buona attività all’interno dei social per diffondere il messaggio emesso dall’ufficio marketing.
In questo modo si fa gruppo, si fa squadra, si crea una brand reputation positiva, e diventa più facile per chi non conosce l’azienda potersi fidare per prendere la propria decisione di acquisto. Se l’azienda è chiusa, non comunica, non emette messaggi positivi, non emette valore e teme il mondo esterno, come è possibile che gli altri si fidino? Come possono se nemmeno la conoscono quest’impresa?
Ricordalo.
Impara a raccogliere fan, ma non semplici like su Facebook, non sono quelli che misurano il successo del tuo lavoro. Ti serve il contatto, l’interazione con l’altro, la costruzione di un rapporto di fiducia che attraverso internet riesci facilmente a raggiungere.
Allora, cosa è importante fare per la Brand reputation?
- Ragiona su quelli che sono gli obiettivi che vuoi perseguire attraverso il web e lavora per ottimizzare la tua presenza online comunicando questi obiettivi. Lavora su quello che cerca il cliente, non su quello che vuoi tu.
- Punta sulla formazione, che non deve essere legata soltanto all’ufficio marketing, ma deve essere integrata e approfondita da parte di ogni membro dell’azienda. Se pensi che sia una perdita di tempo allora chiudi subito la pagina, non sei ancora pronto per affrontare questo passo.
- Comunica un messaggio semplice e chiaro sfruttando l’immagine del brand aziendale, attraverso il web e i social. Diffondi informazioni valide cercando di aiutare concretamente gli altri, raccogli fan e contatti interessati a quello che hai da dire.
- Lavora sul Content Marketing e sull’Inbound Marketing: sfrutta i contenuti per interessare, ma poi sviluppa la relazione con chi ti lascia il suo contatto. La fiducia si ottiene conoscendo piano piano le persone.
- Tieniti pronto per quando sarà il momento, se hai comunicato un buon messaggio e se ogni parte dell’impresa ha lavorato bene, i risultati non tarderanno ad arrivare, le richieste di acquisto arriveranno senza fare troppi sforzi.
Diventa una calamita per i clienti, non andarli a cercare tu.
Costruisci una brand reputation di ferro, deve essere riconosciuta in modo positivo e diffusa altrettanto bene da parte di tutti coloro che fanno parte dell’azienda.
FONTE: http://www.4writing.it/webmarketing/brand-reputation
FONTE: http://www.4writing.it/webmarketing/brand-reputation
mercoledì 18 marzo 2015
Concorso Fotografico “Coste e Fiumi - paesaggi in mutazione”
Il Concorso “Coste e Fiumi - paesaggi in mutazione”,
promosso da Legambiente e il Dipartimento di Rigenerazione Urbana dell'Ordine
degli Architetti di Roma, nell'ambito della terza Biennale dello Spazio
Pubblico,invita a raccontare attraverso la narrazione fotografica il
ricco patrimonio ambientale italiano.
Possono partecipare tutti i fotografi professionisti
o dilettanti, senza restrizioni di età e nazionalità. I concorrenti
devono presentare un progetto di racconto fotografico composto da un massimo di
3 immagini, in b/n o a colori realizzati con qualunque dispositivo anche
digitale e legati tra loro secondo un criterio personale scelto dall'autore.
L'autore della foto vincitrice riceverà un premio di 700 euro, al secondo
classificato andranno invece 300 euro. Le foto selezionate ed i nomi dei
vincitori saranno inoltre pubblicate sul sito di Legambiente e su quello
dell'Ordine degli Architetti di Roma.
Il termine per la presentazione delle domande è il 20 aprile 2015.
Fonte: http://www.cliclavoro.gov.it/
lunedì 9 marzo 2015
L’ IMPORTANZA DEL LOGO. PERCHE' DOVREBBE COSTARE PIU' DI UNA CENA AL RISTORANTE - www.thinko.it
Il logo è uno strumento di comunicazione in quanto espressione di un progetto più grande che si chiama Branding, processo attraverso il quale l’azienda differenzia il proprio prodotto fra altri simili, grazie all’utilizzo di nomi e simboli che dovranno trasferire i valori tangibili e quelli intangibili del prodotto stesso.
- Un logo aziendale deve essere originaleDeve essere progettato unicamente per la vostra società.
Un Marchio a basso costo o la creazione di un “logo generico” potrebbe non rispecchiare i valori dell’ azienda.
Un progetto a basso costo potrebbe utilizzare immagini ClipArt che potrebbero finire per essere utilizzate da un’ altra società.
- DescrittivoDeve riassumere il tuo valore professionale, identificando la vostra società nella rispettiva categoria di mercato.
- RicordatoLe sue forme, i suoi colori, i suoi caratteri devono essere univoci anche e soprattutto in attività molto simili tra loro.
Un logo ben fatto dà longevità, una volta che è stato realizzato rappresenterà l’ azienda per molti anni e con il tempo acquisterà valore economico e sociale.
- Attraverso il marchio le persone hanno una prima impressione della vostra aziendaE’ la rappresentazione dell’ azienda ancora prima che un potenziale cliente varchi la vostra porta.
Può diffondere un immagine di una grande società, può darvi un immagine seria, divertente…
- Deve essere basato su una visione professionaleIl vostro logo deve trasmette all’esterno un immagine professionale riassumendo valori e filosofia della vostra attività. (Se così non fosse il Sig. Mc Donalds non avrebbe ogni giorno nuovi clienti per l’ora di pranzo)
- Deve essere adattabileIl logotipo deve essere facilmente adattabile ai diversi supporti mantenendo una perfetta
leggibilità, sia in formato gigante che in formato bigliettino da visita.
- Deve esprimere anche il lavoro intellettuale e il tempo necessario per la sua progettazioneUno degli aspetti che la gente non sempre valuta è la quantità di lavoro necessario per la creazione di un logo professionale:
* La ricerca – anche se il budget è piuttosto piccolo dovremmo almeno sapere chi sono i vostri principali concorrenti e come essi si presentano sul mercato
* Il brainstorming di idee
* La sintesi delle idee
* Lo studio dei caratteri, le scorciatoie mentali, il punto focale e gli abbinamenti colore
* Gli schizzi su carta
* Le diverse soluzioni lavorate al computer
* La presentazione al cliente
* La modifica, il ritocco e le ulteriori modifiche.
- Un logo è il punto di partenza di tutta la vostra immagine aziendaleLa tipografia, i colori e lo stile del progetto spesso dettano l’ aspetto per tutta l’immagine della vostra società (immagine coordinata).
In generale per stabilire il costo di realizzazione di un marchio vanno tenuti presenti alcuni aspetti:
- settore in esame
Un logotipo destinato ad un fruttivendolo non può avere lo stesso valore intangibile di uno destinato ad famosa casa automobilistica. - diffusione sul mercato dell’azienda richiedente.
- studio a monte e conseguente idea partorita.
- se è un restyling o un nuovo progetto.
- firma del designer
Come un quadro anche un logo acquista valore superiore se disegnato da un grande designer.
lunedì 2 marzo 2015
10 consigli per usare al meglio i social media se hai una startup - ninjamarketing.it
Molti vorrebbero sfruttare i social media solo per avere un ritorno in termini di business, ma il potenziale è molto più ampio.
Le startup per loro natura hanno necessità di essere, il più velocemente possibile, note al grande pubblico. Molte di esse, loro malgrado, vorrebbero sfruttare i social media solo per avere immediatamente un ritorno in termini di business, ma il potenziale è molto più ampio. Il panorama dei social media è chiaramente uno dei più vasti e di difficile lettura per le startup che si apprestano a farne parte, noi abbiamo risposto a dieci questioni cruciali sul loro uso per rendere l’entrata meno traumatica possibile.
1. Ci sono più di 700 social media, qual è quello giusto per noi?
È del tutto naturale sentirsi sopraffatti dalla scelta di strumenti e tecnologie. Molti founder pensano che il fulcro della questione sia essere presenti sul maggior numero di piattaforme possibili, in realtà essere “presenti” sui social media, non significa creare un account. Avere un profilo inattivo crea una reazione esattamente contraria, infatti la scelta delle piattaforme da utilizzare dovrebbe dipendere da queste domande: 1. Qual è il nostro target audience?, 2. Qual è il nostro obiettivo? Facciamo un piccolo esempio, se la startup in questione fosse un ristorante Facebook sarebbe la piattaforma migliore per far sentire la propria presenza.
2. Il content marketing è utile alla nostra startup?
Assolutamente sì, ma più che seguire il lavoro degli altri, ci si deve concentrare a fare il nostro al meglio possibile trasmettendo contenuti di alta qualità e soprattutto di valore per il nostro target. Il punto di partenza per una social media strategy è quello di creare contenuti da promuovere facilmente, uno strumento ottimo per iniziare è la creazione di un blog aziendale.
3. I social media sono utili al B2B?
Lo sono certamente. La chiave sta nel definire una solida social media strategy che includa la definizione degli obiettivi che si desidera raggiungere, selezionando le piattaforma giuste,misurando costantemente i risultati e quindi affinare man mano le strategie da tali misurazioni e dalle valutazioni personali.
4. Si possono ottenere nuovi clienti tramite i social media?
Facciamo un esempio: Supponiamo di essere una società di servizi software. In uno dei gruppi su Linkedin abbiamo notato una conversazione che ci interessa e decidiamo di parteciparvi dando il nostro punto di vista sulla questione. Attraverso questa interazione un membro del gruppo si collega col nostro account. Cosa è successo? Abbiamo ottenuto un nuovo potenziale cliente, senza utilizzare strategie push.
5. Dovremmo spendere denaro in advertising?
La prima domanda da porsi è: che cosa si vuole raggiungere attraverso gli annunci? Sappiamo tutti che gli annunci sono disponibili in diverse piattaforme, quindi sulla base degli obiettividovremmo scegliere quella migliore per noi e in base al bilancio capire la cifra da investire. Molto interessante è il fatto che gli annunci funzionano meglio per cose specifiche come eventi, post, e specifiche offerte.
LEGGI ANCHE: Strategie social: alcuni consigli per le startup
6. Quanto è importante il personal brand dei founder?
Il personal brand è molto importante, soprattutto se si parla di startup. Infatti mentre il valore del servizio è misurabile solo dopo la sua utilizzazione, il valore dell’azienda va misurato sulla base della fiducia che i clienti ripongono nei loro founder, per i clienti è molto importante sapere chi sta dietro al prodotto.
7. I social media possono aiutarci a venire a contatto con i migliori talenti?
In primo luogo bisogna porsi questa domanda: Perché i migliori talenti dovrebbero voler lavorare con noi? Supponiamo di essere una startup all’avanguardia con un’infrastruttura impressionante e un ambiente di lavoro che crea grandi opportunità di crescita. Mostriamo adesso tutte queste caratteristiche sui social media. Il risultato? Certamente positivo. Ci troviamo infatti in un’era in cui i candidati non si limitano ad aderire ad una società solo leggendo la descrizione del lavoro che svolgeranno, assicurarsi di creare la giusta impressione è quindi la chiave per ottenere la collaborazione dei migliori talenti in circolazione.
8. Come definisco la frequenza dei messaggi di stato sui social media?
Domanda molto semplice ma anche molto importante. Dobbiamo postare tre o dieci tweets?, quante aggiornamenti di stato devo programmare su Facebook?, dovrebbero essere fatti tutti i giorni?, quante volte dovremmo postare un aggiornamento della pagina aziendale su LinkedIn? Dovremmo scrivere due post a settimana o uno al giorno sul nostro blog? Tutto dipende da quello che ci siamo prefissati, se quindi avessimo deciso di postare tre tweets al giorno occorre che siano postati ogni giorno, la cosa fondamentale è la coerenza.
9. Va bene programmare gli aggiornamenti?
Come startup è del tutto naturale non poter essere onnipresente sui social media. Siamo tutti a conoscenza dell’utilità di strumenti di programmazione come Hootsuite o Bufferapp, basta stare attenti che i post non siano irrilevanti in certi periodi orari. Se ad esempio si programma un tweet relativo ad una conferenza, ma la conferenza viene annullata, è più che opportuno eliminare tale programmazione per evitare terribili fails.
10. Meglio gestire i social media in-house o con l’aiuto di un’agenzia?
Nessuno conosce il nostro business meglio di noi. Sappiamo bene di aver bisogno di essere strettamente coinvolti nelle attività sui social media. Non è qualcosa che si può solo consegnare a qualcuno per poi non pensarci più. Per rendere tutto ciò più efficace è necessario essere il più coinvolti possibile. Se avessimo tempo e competenze sarebbe opportuno gestire personalmente le attività social, anche se utilizzare esperti del settore ha molti vantaggi. Probabilmente la nostra startup ha anche bisogno di uno specialista per curare l’aspetto cruciale dei social media, almeno inizialmente, e una volta ottenuto il massimo, iniziare a gestire personalmente i propri account.
martedì 24 febbraio 2015
"Piano strategico per il turismo - programma di eventi promozionali" - PAC III
La Direzione Generale 1
"Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo" -
UOD 10 "Sviluppo e Promozione turismo", con Decreto Dirigenziale n. 5
del 19/02/2015, ha approvato l'Avviso Pubblico per la selezione di iniziative
turistiche (mostre, spettacoli, eventi sportivi, festival, ecc….) di risonanza
nazionale e internazionale da realizzarsi sul territorio regionale nel periodo
"01 Maggio 2015 – 31 Gennaio 2016", a valere sulle risorse del PAC –
"Piano strategico per il turismo - Programma di eventi promozionali".
La programmazione degli eventi
ha, quale tematica, gli "Itinerari" della Campania, mirando, ai fini
dello sviluppo di un turismo di qualità, ad una moderna attività di promozione
e valorizzazione dei beni culturali
che guardi non solo alle
eccellenze storiche, architettoniche e archeologiche già ampiamente inserite
nei grandi circuiti turistico-culturali, ma anche alle risorse così dette
"minori" diffuse sul territorio regionale, comprese le eccellenze
enogastronomiche che costituiscono una risorsa, sebbene molto apprezzata,
ancora non sufficientemente conosciuta dalla platea dei potenziali destinatari.
Destinatari dell'avviso
La partecipazione alla procedura
selettiva è riservata unicamente ai Comuni della Regione Campania.
Ciascun Comune, singolarmente e/o
in forma associativa quale Ente-Capofila di apposito Partenariato.
Termini di presentazione delle
istanze
La documentazione relativa alla
proposta progettuale dovrà pervenire, ad esclusivo rischio del Comune mittente,
agli uffici della "Regione Campania - Direzione Generale per la
Programmazione Economica e il Turismo - Centro Direzionale - Isola C5 - V piano
- 80143 Napoli", in busta chiusa, recante la dicitura esterna "PAC –
Programma di Eventi Promozionali - Avviso pubblico di selezione ex D.G.R.C. n.
45/2015 – "ITINERARI"", entro e non oltre il seguente termine:
ore 13.00 del 23 marzo 2015.
Responsabile del procedimanto
Il responsabile del procedimento
è il Dott. Guglielmo Febbraro (recapiti: tel. 081 / 796 8986,
081 / 796 8768; fax 081 / 796 8528; mail: guglielmo.febbraro@regione.campania.it), funzionario presso la Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo, sita al Centro Direzionale - Isola C5 V piano – 80143 Napoli
081 / 796 8768; fax 081 / 796 8528; mail: guglielmo.febbraro@regione.campania.it), funzionario presso la Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo, sita al Centro Direzionale - Isola C5 V piano – 80143 Napoli
Visualizza la documentazione
lunedì 23 febbraio 2015
Contenuti e social marketing, la credibilità di una persone è online! - http://simone-serni.blogspot.it
I contenuti sono l'anima del tuo prodotto. Creali. Comprendili. Raccontali.
Sempre più marketers in tutto il mondo stanno dando credito alla nuova verità, "il contenuto è il Re del marketing moderno", e la motivazione va ricercata principalmente nel cambiamento apportato dai Social. Il web e con esso le diramazioni social/mobile/app hanno portato ad una vera e propria metamorfosi nel marketing, sconvolgendo teorie e tecniche che erano alla base del marketing classico. Grazie al web, oggi, le informazioni viaggiano a ritmi incalzanti, milioni di tweet, post e citazioni ogni ora. Non esiste marca o prodotto che non venga citato con hashtag-immagini-tweet. Lo fanno i consumatori, ma soprattutto lo fanno le aziende stesse (e questo ultimo punto è una novità per il mercato italiano).
"Il Content Marketing è l'unica cosa che è rimasta del Marketing." Seth Godin.
Sempre più, oggi, per ottenere successo in qualsiasi tipo di attività professionale è importante svolgere operazioni di promozione sia web che social. "Oggi, se non esisti sul web e sui social... NON esisti per gran parte dei consumatori, soprattutto per i cosiddetti nativi-web". Le classiche attività marketing, utilizzate da anni, per ottenere l'attenzione del cliente non funzionano più come una volta:
- Pubblicità (raramente ottiene risposta sufficiente per giustificare gli alti costi)
- Telemarketing (viene percepito intrusivo dal cliente, a volte ha effetti negativi)
- Stampa specializzata (copertura ridotta, costi medio-alti)
- Sito web (fondamentale, ma necessita di investimenti per la manutenzione)
- Telemarketing (viene percepito intrusivo dal cliente, a volte ha effetti negativi)
- Stampa specializzata (copertura ridotta, costi medio-alti)
- Sito web (fondamentale, ma necessita di investimenti per la manutenzione)
Sei esperto in quello che fai? Pensi che ci siano clienti che sarebbe veramente interessati al tuo lavoro/prodotto? Come pensi di ottenere la loro attenzione? Con della pubblicità... dove? A quanto? Per quanto tempo? Ok, rifletti bene, se la tua azienda non ha capitali cospicui da investire in pubblicità, forse ti meriterebbe iniziare a dare più credito a questi nuovi attori del marketing: real-time marketing,content marketing, storytelling,article marketing (testi, immagini e approfondimenti interessanti da gestire in modalità multi-channel, sul blog, sul sito web, sulle pagine o profili dei vari Social (LinkedIn, GooglePlus, Pinterest, Twitter, Instagram, Facebook).
Il comportamento d'acquisto è cambiato. Te ne sei accorto? Viviamo in un mondo web-driven (guidato dal web, dove il cliente ricerca informazioni su un prodotto prima di acquistarlo e fa comparazioni di prezzo e di altri tipi).
Negli ultimi dieci anni il web ha modificato completamente il comportamento d'acquisto. In passato, se un potenziale cliente voleva informazioni su alcuni prodotti avrebbe chiamato telefonicamente oppure cercato un negozio o un rivenditore di zona. Oggi, la sua prima azione è, senza dubbio: cercare informazioni sul web. Cercherà su Google, e troverà decine di risultati... (tra cui articoli e post presenti anche sui social), inoltre il consumatore moderno è diventato più scaltro e sa riconoscere ed evitare i semplici richiami pubblicitari. Quindi, l'unica cosa che devi subito iniziare a fare è: alimentare i tuoi canali con articoli, testi, immagini e considerazioni di approfondimento, che facciano risultare più interessanti sia per Google che per i consumatori le tue pagine web.
Mostra ai tuoi clienti che il tuo prodotto... non solo è migliore di altri, ma ha anche un'anima e un suo stile unico e inimitabile. E' brutto dirlo, ma: oggi, se hai una storia da raccontare sei vincente, se non ce l'hai rimani uno dei tanti. La soluzione quindi, passa dal saper raccontare e far capire ai tuoi consumatori chi sei, perché lo sei, come lo sei, come è nato il tuo prodotto, da cosa, la sua storia, come hai scelto le sue caratteristiche, chi c'è dietro, il team di lavoro, qual è il suo stile. Il consumatore vuole acquistare un prodotto"particolare/con un'anima/unico" anche se fatto in serie nelle provincie sperdute del Vietnam.
Lungo tutta la storia del mondo, le aziende vincenti sono state quelle che HANNO SAPUTO DARE AI CLIENTI QUELLO CHE IN QUEL PRECISO MOMENTO STORICO ESSI DESIDERAVANO. Oggi serve "contenuto" e "anima". I prodotti devono in un certo qual senso... essere "umanizzati".
LE NUOVE OPPORTUNITA'Creare informazioni di approfondimento per i tuoi clienti è un'operazione "win-win", vincono tutti. Vince l'azienda perché migliora il suo SEO e vince il consumatore trovando approfondimenti reali sui prodotti che sta cercando. Un successo sicuro.
I contenuti di valore ti aiuteranno a vendere. I lettori web leggeranno i tuoi post, inizieranno a conoscere i tuoi prodotti anche se non ne avevano mai sentito parlare. Può darsi che arrivino ad un tuo articolo solo perché attratti da un'immagine o perché un loro amico ha fatto "Like", un "+1"oppure ha "pinnato" una tua immagine di Pinterest.
UN APPROCCIO DIVERSO, PIU' ATTENTO AL CLIENTELe vecchie tecniche del marketing imponevano un elemento comune e trasversale: la vendita esplicita. Grazie al Content Marketing e al Social Media Marketing questo approccio è stato stravolto e messo in secondo piano. Oggi, viene data priorità alla Customer Experience, offrendo al consumatore maggiori informazioni, un ambiente gradevole (spesso neutro) dove si sente tranquillo, promozioni fidelity, gradi di approfondimento diversificati: una semplice immagine, un tweet, un articolo, una pagina sul sito, acquisto diretto via e-commerce/mobile-commerce, ecc.
OGGI E' IL CONSUMATORE CHE SCEGLIE
Il consumatore sa scegliere: cosa, come, quando. Vuole sentirsi libero nella scelta. Non vuole più sentirsi forzato (il venditore deve vestire i panni del consulente, del professionista, del tecnico, del risolutore di problemi, oppure può letteralmente sparire vestendo i panni dell'esperto web o social media manager, lavorando semplicemente dalla sede aziendale). Se si desidera raccogliere i frutti che i contenuti di valore possono portare, è necessario iniziare a comunicare in modo diverso. Serve Passione. Tecnica. Professionalità.
Serve preparare contenuti uguali/simili ma con diversa struttura pronti per essere condivisi sui vari social. La tua strategia non dovrebbe essere "faccio più rumore possibile" ma strategicamente"faccio contenuti che servono ai miei potenziali clienti", offrendo consigli, idee di utilizzo, spiegazioni, video di approfondimento, inviti a eventi, promozioni fidelity, ecc.
Questo è il vero approccio "customer-centrico". Creare contenuti veramente utili per i tuoi clienti. E ti ripagherà sicuramente. Google lo farà per primo, poi arriveranno anche i consumatori.Non è facile farlo. Ma è essenziale. Devi iniziare oggi stesso e lavorare costantemente alla creazione di contenuti: diversi, ma comunque seguendo una linea omogenea (segui un canovaccio, devi crearti uno storytelling che ti serva come solida base, un filo logico che ti fornirà l'indicazione anche per idee e sviluppi futuri).
CHI HA DETTO PER PRIMO "CONTENT IS KING"?
A proposito, sapete chi è stato il primo a fare la citazione "Content is King"? Rimarrete stupefatti. Fu Bill Gates nel 1996 in un suo articolo pubblicato sul sito di Microsoft (successivamente rimosso) ma che potete leggere integralmente qui sul blog di Craig Bailey.
Ecco l'inizio di: Content Is King by Bill Gates (1/3/1996)
"Il contenuto è dove mi aspetto venga fatto molto del denaro su Internet, proprio come accadeva nel Broadcasting (trasmissioni tv).
La rivoluzione televisiva che ha avuto inizio mezzo secolo fa ha generato un certo numero di settori, tra cui la produzione di televisori, ma i vincitori a lungo termine sono stati coloro che hanno utilizzato quel mezzo per fornire informazioni e intrattenimento.
Quando si tratta di una rete interattiva come Internet, la definizione di "contenuto" diventa molto ampia. Ad esempio, il software per il computer è una forma di contenuto di estrema importanza, ed è quello che per Microsoft rimarrà di gran lunga la più importante. Ma le grandi opportunità per la maggior parte delle imprese comportano la fornitura di informazioni o di intrattenimento. Nessuna azienda è troppo piccola per partecipare.
Una delle cose interessanti di Internet è che chiunque ha un PC e un modem può pubblicare qualsiasi contenuto. In un certo senso, Internet è l'equivalente multimediale della fotocopiatrice. Permette di duplicare materiale a basso costo, non importa la dimensione del pubblico di riferimento. Internet permette anche informazioni da distribuire in tutto il mondo, a praticamente costo nullo o marginale per l'editore. Le opportunità sono notevoli, e molte aziende stanno pensando a piani strategici per creare contenuti per Internet".
venerdì 6 febbraio 2015
Ma le banche aiutano le StartUp ?
C’è un modo per le startup innovative di farsi conoscere ? possono davvero accedere a finanziamenti e crescere ? Esiste oggi un sistema che permette di ricevere un supporto dal circuito bancario ?
Abbiamo cercato per voi una risposta e grazie ad un interessante esposto di http://millionaire.it/, l' abbiamo trovata per voi !
C’è chi come UniCredit sviluppa programmi di accelerazione :
(https://www.unicreditgroup.eu/startlab/it/startlab.html): «Ci rivolgiamo a startup nate da meno di tre anni, attive nei campi del Life Science (biotecnologia, farmaceutica, medicina, health care), Clean Tech (energie rinnovabili, efficienza energetica), Ict (App e design digitale), Innovative Made in Italy (aziende tradizionali che abbiano una componente di innovazione). Ne selezioniamo 40 all’anno (10 per ogni settore) e offriamo loro un programma di accelerazione di un anno».
l’approccio di Intesa Sanpaolo, che con il programma Startup Initiative incontra gli investitori :
(http://www.startupinitiative.com/en/index.html) offre un contatto tra startup innovative e investitori finanziari e industriali attraverso i cosiddetti “arena meeting”: incontri mensili in cui 10 startup hanno la possibilità di presentarsi con un pitch a una platea di investitori. Imprese sociali, biotecnologiche, medicale, Ict e Mobile, sono le categorie che hanno la possibilità di misurarsi nell’”arena”. Basta iscriversi al sito e descrivere la propria idea di business. Intesa Sanpaolo ha creato altresì tre fondi di venture capital: Atlante Ventures (con una dotazione di 25 milioni di euro destinati a imprese innovative di piccole dimensioni). Altante Seed (10 milioni di euro che sono investiti nelle fasi iniziali di una startup). E Atlante Ventures Mezzogiorno (anche qui 25 milioni di euro per lo sviluppo di imprese digitali nel Mezzogiorno).
«UniCredit ha iniziato a investire in prima persona nelle startup:
tramite finanziamenti convertibili in azioni di durata massima fino a sette anni» spiega Garibotti. Che significa? La banca può fare un finanziamento da 30mila euro a 250mila euro in fase seed, quando cioè c’è maggior bisogno di capitali. La startup rimborserà il capitale a scadenza, al netto della quota di interessi che dovrà pagare nel corso dei sette anni. Se la startup va bene e riceve interesse da parte degli investitori, la banca può decidere di convertire in azioni il finanziamento, diventando azionista dell’impresa».
tramite finanziamenti convertibili in azioni di durata massima fino a sette anni» spiega Garibotti. Che significa? La banca può fare un finanziamento da 30mila euro a 250mila euro in fase seed, quando cioè c’è maggior bisogno di capitali. La startup rimborserà il capitale a scadenza, al netto della quota di interessi che dovrà pagare nel corso dei sette anni. Se la startup va bene e riceve interesse da parte degli investitori, la banca può decidere di convertire in azioni il finanziamento, diventando azionista dell’impresa».
La Banca di Credito Cooperativo ha messo a punto il mutuo Buona Impresa:
Per lo startup delle giovani aziende (http://www.buonaimpresa.it/) pensato per coprire le esigenze di investimento iniziale di un’impresa fondata da chi ha meno di 35 anni. Caratteristiche: durata massima cinque anni, importo massimo 100mila euro, e preammortamento (cioè non si ripaga il capitale) per i primi 12 mesi. Per imprese in fase di sviluppo, il mutuo può arrivare a tre milioni di euro. Analoga iniziativa rivolta ai giovani Under 35, alle donne e ai lavoratori è quella di Banca Marche, che con il programma Youstartup! offre una nuova linea di finanziamenti a imprese costituite da non più di 12 mesi (non più di 36 nel caso di imprese femminili).http://www.bancamarche.it/youstartup_finanziamenti_per_nuove_imprese
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giovedì 5 febbraio 2015
10 DIFFERENZE TRA MARKETING CLASSICO E IL NUOVO MARKETING DIGITALE (Digital&Social) - http://simone-serni.blogspot.it/
Il Marketing sta cambiando radicalmente, quello che viene già definito "classico" è il Marketing anni '80/'90 che tutti noi Marketers abbiamo studiato all'Università o nei Corsi post-laurea. Il Marketing Digitale è il Mktg del futuro, quello che utilizza modalità e forme di comunicazione molto diverse da quelle preconfezionate (a cui ci eravamo abituati).
In questa infografica vengono citate 10 differenze, molto interessanti, che riassumono bene l'evoluzione del marketing in questi ultimi 10 anni, e soprattutto in cosa il mktg "digitale" si discosta dal mktg "classico".
#1 CHIUSO vs. APERTO
Il Mktg classico era strutturato, pianificato, formato da campagne, pubblicità e operazioni ben definite. Il Mktg digitale pur se pianificato ha una natura "destrutturata", è infatti formato da: post, commenti, like, messaggi su Twitter, immagini, ecc.
#2 UNO-A-MOLTI vs. MOLTI-A-MOLTI
Le azioni mktg erano rivolte ai consumatori che ricevevano le informazioni in modo passivo, oggi invece il consumatore interagisce attivamente (decide cosa, sceglie quando, commenta, chiede, ecc.).
#3 LUNGO-PERIODO vs. ADESSO
La pianificazione era a medio-lungo periodo, mentre oggi pur con pianificazione, le attività si svolgono in tempo reale, adesso, in modo interattivo.
#4 COMPLESSO vs. VELOCE
Le operazioni erano complesse, richiedevano tempo, valutazioni e controlli. Oggi i Social Marketers devono saper commentare e/o rispondere alle richieste poste dai consumatori in tempo reale.
#5 LIMITATO vs. GLOBALE
Il lavoro era limitato agli orari di ufficio, oggi invece il Social Marketer deve essere attivo 24/7.
#6 SPECIFICO vs. GENERALE
Le attività erano rivolte a target specifici e/o ad un numero di consumatori limitato, mentre oggi le attività mktg sono rivolte ad un pubblico mondiale, tutto il web e tutti gli utilizzatori di smartphone (le attività possono essere anche circoscritte a target specifici ma su scala globale).
#7 ATTIVITA' RIPETITIVE vs. CREATIVE
Ogni attività mktg svolta era molto simile a quella precedente (con questo non voglio dire che 20 anni fa non c'era creatività, anzi) ma oggi, la virtualità e le nuove tecnologie consentono di oltrepassare qualsiasi dimensione, e la creatività è la base su cui creare qualsiasi idea mktg, anche la più piccola (es. un semplice tweet). Oggi è possibile creare campagne mktg che una volta sarebbero state costosissime e che, invece oggi, grazie alla grafica 3D diventano affrontabili anche per un'azienda di medie dimensioni.
#8 CONSUMATORI vs. UTENTI
Tutte le attività erano rivolte ai consumatori (e loro stessi erano quelli che supervisionavano e davano feedback su esse). Oggi, il digital mktg si rivolge agli utenti (web e digital) in modo globale ed esistono delle autorità che supervisionano tali operazioni, anzi vere e proprie piattaforme private (vedi Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest) che hanno regole e normative da rispettare.
#9 LINGUAGGIO FORMALE vs. LINGUAGGIO INFORMALE/DIRETTO
Il Mktg classico si basava su formalismi e consuetudini, ogni attività aveva un iter e una formula predefinita. La pubblicità aveva canoni prescritti e modalità fisse. Il Mktg digitale si basa invece su modalità estemporanee, innovative, virali. Più rivoluzionari si è (anche nel modo di comunicare) e più si rimane nella mente del consumatore.
#10 DIVISIONE MARKETING vs. DIVISIONE SOCIAL & DIGITAL MARKETING
La Divisione Marketing (per chi ce l'aveva) era un nucleo ben strutturato, formato da personale di grandissima esperienza in strategia e analisi del mercato, inoltre si utilizzavano spesso Agenzie di Comunicazione esterne al fine di avere idee innovative e seguire la creazione di Campagne, gestione Fiere/Eventi, ecc. Oggi invece, la Divisione Marketing ha un responsabile (che si occupa di strategia e analisi) e sotto di lui/lei ci sono più collaboratori molto giovani che si occupano di tutte le attività (web marketing, social, siti web, blog istituzionale, ecc.). Si prendono dei giovani collaboratori, sia perché meno costosi sia perché più affini al mondo web/digitale/social.
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